La ricerca del professor Palmerio sulla lapide «I guardiesi iscritti al Cai decisero dove farla»
«Grazie a una preziosa ricerca del professor Mario Palmerio abbiamo scoperto, tramite il primo registro dei visitatori della sagra, che i guardiesi iscritti alla sezione di Chieti del Cai come...
«Grazie a una preziosa ricerca del professor Mario Palmerio abbiamo scoperto, tramite il primo registro dei visitatori della sagra, che i guardiesi iscritti alla sezione di Chieti del Cai come sottosezione stabilirono che sul fianco della Maiella fosse incisa la scritta». Così, il presidente del Cai, Carlo Iacovella, risponde al quesito sula localizzazione dell’incisione “Figli d’Abruzzo morti combattendo per l’Italia e sepolti lontano tra le Alpi e il mare la Maiella madre vi guarda e benedice in eterno” a Bocca di Valle. «La lapide», riprende Iacovella, «è una testimonianza dell’iniziativa di cui Raffaele Paolucci, capitano medico della Marina militare, si fece promotore, dopo aver organizzato un raduno di ex combattenti sulla Maiella il 20 settembre 1920». Alcuni anni dopo, nel 1923, per celebrare un eroe abruzzese che rappresentasse degnamente tutti i caduti, fu decisa la costruzione di una grotta, sotto l’incisione, che custodisse i resti del tenente di vascello in un sarcofago di pietra. I lavori di scavo hanno evidenziato il ruolo che il Cai svolse perché il 2 giugno di quello stesso anno, a Bocca Di Valle, giunsero il presidente generale del sodalizio, Eliseo Antonio Porro, e il consigliere nazionale Carlo Nagel, di Trieste. Le loro firme sono apposte sulla prima pagina del registro, dopo il frontespizio. «L’idea di mettere il registro a disposizione dei visitatori è, dunque, del Cai», spiega Iacovella, «e il 20 settembre ’23 tra le firme dei presenti alla tumulazione troviamo i guardiesi che aggiunsero la scritta “Socio Cai di Guardiagrele”». (a.f.)

