La Sangro Servizi ai privati Fondi extra a tre Comuni

Il 51 per cento del capitale sociale dell’azienda del gas passa alla Hera Com Ad Atessa, Paglieta e San Vito un milione e 700mila euro per opere pubbliche
ATESSA. Aggiudicato, in modo provvisorio, alla Hera Com il 51% del capitale sociale della Sangro Servizi che apparteneva ai comuni di Atessa, Paglieta e San Vito. La società aggiudicataria che già gestisce la parte privata ed è stata l’unica a partecipare alla gara, ha fatto un offerta di 1.770.000, il prezzo a base d’asta era di 1.773.780 euro. Al Comune di Atessa, per la ripartizione delle quote di partecipazione, andranno 870mila euro, mentre a Paglieta 429mila euro e a San Vito 478mila. Strade, estinzione di alcuni mutui, arredi urbani completamento sala polivalente a Monte Marcone: a questo serviranno, ad Atessa, i soldi ottenuti.
La Sangro Servizi è stata costituita dai tre Comuni, nel 2002 con un capitale sociale di 10mila euro. «Si conclude», dice Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, «una vicenda complessa e faticosa, che ha presentato diverse difficoltà e ha richiesto un continuo impegno delle amministrazioni comunali di Atessa, Paglieta e San Vito. Quando l’aggiudicazione sarà definitiva e sarà stipulato il contratto», sottolinea Borrelli, «utilizzeremo questa entrata straordinaria per estinguere alcuni mutui del passato e investire in opere essenziali per le contrade e il centro storico».
Entra quindi nuovo ossigeno nelle casse comunali. L’amministrazione comunale sta pensando che queste entrate straordinarie potrebbero così essere ripartite: 200mila euro serviranno per l’estinzione di un mutuo, acceso dalla precedente amministrazione, utilizzato per Palazzo Vittoria; circa 300mila euro per la sistemazione delle strade comunali nelle contrade; la restante parte servirà per completare la sala polivalente di Monte Marcone; realizzare alcuni lavori a San Pasquale, alla caserma dei carabinieri, pavimentazione del centro storico e arredo di piazza Garibaldi.
La vendita della parte pubblica ha avuto questo presupposto: la Sangro Servizi, società di distribuzione gas pubblico-privato, aveva bisogno, per continuare ad avere una certa valenza positiva sul mercato, di “capitali freschi” e la legge Madia non permette al pubblico di ripianare società partecipate. I tre Comuni, comunque, non hanno una struttura sufficientemente valida per gestire i circa 7.700 utenti e ciò ha comportato un accumulo di crediti che sono esigibili sempre con crescente difficoltà. Nel 2015 i tre Comuni delegarono alla Sangro Servizi l’individuazione di un socio privato di minoranza per la cessione del 49% del capitale, al fine di «dare il necessario impulso competitivo alle politiche aziendali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

