La Sasi ora chiede lo stato di calamità

29 Agosto 2020

Fine settimana senz’acqua nelle zone turistiche. Protestano i sindaci. Basterebbe si appella a prefetto e Regione

VASTO . La poca disponibilità della risorsa idrica della diga di Chiauci, lascia a secco Vasto Marina e San Salvo Marina. È l'ultimo atto di una estate a secco. La Sasi scrive al prefetto e alla Regione e chiede lo stato di calamità. Anche il sindaco di Vasto, Francesco Menna si rivolge al prefetto oltre che ai politici del territorio e alla Regione: «Basta distribuire soldi per eventi non necessari come il ritiro del Napoli calcio. Il Vastese ha bisogno di acqua e di risorse economiche». Anche il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, annota la propria preoccupazione. Alla fine quello che tutti temevano è accaduto. L'invaso di Chiauci si sta svuotando, la riviera resta all'asciutto, disagi anche per le industrie.
«Ho inviato la richiesta urgente di calamità e priorità uso umano», scrive il presidente della Sasi. Basterebbe chiede l'intervento del prefetto di Chieti, del presidente della Regione Marco Marsilio, del vice presidente della giunta, Emanuele Imprudente, nonché del direttore generale dell'Ersi e Arap. Sia Vasto che San Salvo soffriranno una grave emergenza idrica. «A seguito della riduzione della disponibilità idrica della diga di Chiauci», spiega Basterebbe, «convogliata tramite Arap Servizi, la Sasi, ente gestore, non riesce a garantire la normale erogazione idrica a Vasto e San Salvo nelle zone litoranee. Non sono disponibili fonti alternative di approvvigionamento per sopperire anche alla crisi che riguarda la sorgente del Verde». L'interruzione della fornitura idrica a tutte le utenze delle zone di Vasto Marina e San Salvo Marina è iniziata ieri alle 14 e durerà tutto il week end. Basterebbe ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità, dando priorità all'uso umano della risorsa idrica.
«In assenza di tale provvedimento», avvisa la Sasi, «la società non riuscirà a garantire l'erogazione idrica a queste zone». Il 21 agosto Arap Servizi aveva chiesto una riunione per fare il punto sulla disponibilità della diga di Chiauci. La Sasi il 25 agosto aveva disegnato il quadro della situazione, con tutte le difficoltà e criticità. «Sono giorni», dice Basterebbe, «che sollecitiamo gli organi preposti proprio con l'obiettivo di evitare che la condizione già difficile precipitasse». Il presidente Basterebbe non nasconde la sua preoccupazione. Purtroppo quello che si temeva si è verificato, con la conseguenza di rubinetti a secco in due località di mare che in queste settimane contano numerosi turisti e villeggianti. Inevitabile, prevedibile e comprensibile il coro di proteste. «Mi auguro», conclude Basterebbe, «che la nostra richiesta venga al più presto accettata».