La scuola più costosa resta il liceo classico
Indagine di Marisi del Mercatino del Libro: per comprare i libri di testo si spende 693,85 euro
VASTO. Dai 110 euro dell’Istituto Industriale ai 693 euro del Liceo Classico. Far studiare i figli costa. Ne sanno qualcosa le famiglie vastesi, alle prese, in vista della riapertura della scuola, con l’acquisto dei libri. A stilare la classifica è Marco Di Michele Marisi, responsabile del mercatino del libro di testo usato, che per il secondo anno consecutivo, ha effettuato una analisi dei costi che le famiglie devono affrontare per mandare i figli a scuola, assegnando bollini neri e verdi agli istituti scolastici di Vasto. «Lo studio condotto tiene in considerazione la prima classe di ogni Istituto e Liceo, ed i costi sono riferiti solamente ai testi scolastici ed ai vocabolari delle lingue, escluso quello di italiano», spiega Di Michele Marisi, « il Liceo classico resta la scuola più costosa, con 693,85 euro, mentre l’Itis si attesta attorno ai 110 euro, grazie all’adesione dell’Istituto vastese al progetto ‘Book in progress’. Quest’anno abbiamo voluto analizzare anche i costi delle scuole medie inferiori: 372,80 euro per una prima classe della media Rossetti e 380,45 euro sempre per una prima classe, ma della Paolucci, con una differenza di meno di dieci euro tra il primo ed il secondo Istituto». Il bollino nero è andato, quindi, al Liceo classico, mentre a guadagnarsi quello verde è stato l’Istituto Industriale che, in termini di costi per i testi scolastici ed i vocabolari da acquistare per poter frequentare una prima classe, si attestano rispettivamente in prima e ultima posizione.
«Quel che salta all’occhio», aggiunge il responsabile del mercatino del libro di testo usato, «è che l’aumento dei costi per assicurarsi quello che chiamano diritto allo studio, è costante di anno in anno, seguito da una brutta abitudine di alcuni docenti di cambiare i libri nella percentuale che il Ministero consente, ma non impone. Vedere che di tanto in tanto viene adottata una edizione diversa di testi come ‘I Promessi Sposi’ o ‘La Divina Commedia’, fa davvero rabbia, e forse farebbe rabbia anche ad Alessandro Manzoni e Dante Alighieri», ironizza Di Michele Marisi, il quale insiste nel chiedere a professori e dirigenti scolastici «maggiore serietà nell’adozione dei testi, cercando di andare incontro alle famiglie che, in un momento come questo di crisi economica, spesso non possono permettersi nemmeno di assicurare ai propri figli la scuola dell’obbligo. I bollini che abbiamo deciso di assegnare simbolicamente alle scuole di Vasto dallo scorso anno», tiene a precisare, «vogliono essere uno stimolo a cercare di far evitare adozioni di libri che nel corso dell’anno scolastico non si utilizzano, o cambi di adozioni da parte delle scuole, utili solo ad obbligare i ragazzi ad acquistare testi nuovi per ingrassare le case editrici».
Anna Bontempo
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