La Sevel cambia il nome dopo 44 anni

29 Ottobre 2022

La nuova denominazione sarà Fca Italy. I sindacati: «Subito un incontro con l’azienda per valutare le conseguenze»

ATESSA. Sevel cambia nome. L'annuncio, quasi brutale nella sua essenzialità, è stato diffuso ieri pomeriggio dalla Fiom dopo che l'azienda, come da procedura di legge, aveva avvisato via pec le organizzazioni sindacali di questo passaggio che per l'azienda ha tutta l'aria di essere meramente burocratico, ma che per l'Abruzzo rappresenta, di fatto, la fine di un'era. Per ragioni di riassetto organizzativo lo stabilimento di contrada Saletti verrà assorbito da Fca Italy e cambierà nome dopo 44 anni di storia. Una procedura come tante ne avvengono per centinaia di aziende a seguito di una fusione. E certamente dopo il matrimonio «alla pari», come era stato definito dal presidente John Elkann, tra i gruppi Fca e Psa, con la nascita del quarto gruppo mondiale per la costruzione di veicoli, il cambio di nome era tra le conseguenze scontate. Il 16 gennaio 2021 è nata ufficialmente Stellantis, frutto della fusione tra i due gruppi dopo che è stato perfezionato l'accordo di fusione del 18 dicembre del 2019. La nascita del colosso automobilistico era il sogno di sempre di Sergio Marchionne, il tenace e rivoluzionario amministratore delegato di origine teatina che dal 2014 aveva posto la questione della necessità di un forte consolidamento per sopravvivere nel settore. E anche oggi, come ieri, lo stabilimento dei record contribuisce a scrivere la storia. Sevel era il frutto di una joint venture siglata nel 1978 dall’allora gruppo Fiat e Psa. Lo stabilimento venne realizzato in tempi record in 24 mesi. L’inaugurazione avvenne il 28 novembre del 1981, alla presenza dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, del presidente della Fiat, l'avvocato Giovanni Agnelli e del presidente del gruppo Psa, Jean Paul Marayre. Nel 2005 la Sevel ha festeggiato i 3 milioni di veicoli prodotti che sono diventati 4 milioni nel 2010 e 7 nel 2022. «Prendiamo atto di questo annuncio», commenta il segretario regionale della Fiom, Alfredo Fegatelli, «chiederemo subito un incontro per capire meglio quali sono le conseguenze, ma sappiamo fin da ora che non ce ne saranno a livello operativo e per i dipendenti, dal momento che l'azienda ha già detto che le attività proseguiranno senza soluzione di continuità. Più che il nome a noi interessano i piani industriali, ma è chiaro che si tratta di un passaggio che crea un forte impatto emotivo».