La sinistra attacca l’ex sindaco: «Dissesto causato da Di Primio»

Accuse al predecessore di Ferrara: la Corte dei conti dice che ha lasciato 78 milioni di euro di passivo Il capogruppo di “Liberi”: abbiamo appoggiato il piano di rientro, ma bisognava arrendersi prima
CHIETI. «Vogliamo fare chiarezza sul dissesto economico-finanziario, partendo dalla delibera della Corte dei conti»: partendo da questo assunto, i consiglieri comunali del gruppo Liberi a sinistra, dal capogruppo Silvio Di Primio ai due componenti Edoardo Raimondi e Valentina De Luca, ieri mattina hanno voluto fare il punto sulle ultime turbolente vicende che stanno portando il Comune al dissesto.
LE RESPONSABILITÀ
Il gruppo consiliare, ieri rappresentato solo da Di Primio e Raimondi, torna a puntare il dito contro la precedente amministrazione, i dieci anni di Umberto Di Primio dal 2010 al 2020, che hanno lasciato all’ente un passivo di 78 milioni di euro. «E su questo non ci sono dubbi», dicono i due consiglieri, sottolineando come sia «la stessa puntuale ricostruzione della Corte a certificare la correttezza della nostra ricostruzione». I due consiglieri sfogliano le 115 pagine con cui i giudici contabili spiegano che il piano di riequilibrio non regge e che non si può far altro che alzare bandiera bianca dichiarando dissesto. «Nell’atto della Corte dei conti si legge che dal 2012 c’è stato un azzeramento della liquidità», spiegano, «e negli anni successivi si è andati avanti con anticipazioni di liquidità per 50 milioni di euro. Soldi utilizzati per la spesa corrente, non per investimenti. E per la spesa corrente sono state usate anche entrate vincolate, vale a dire destinate ad altro, per un ammontare di 21 milioni di euro. Inoltre la Corte ricostruisce che dei 50 milioni di anticipazioni di tesoreria, 38 non sono stati restituiti. Ricordiamo ancora quando nel 2018 volevano vendere una farmacia comunale perché non sapevano come chiudere il bilancio. Ci fu una sollevazione generale, sia politica che popolare, che riuscì a bloccare il piano che avrebbe tolto una ulteriore fonte di reddito all’ente».
COMUNE IN GINOCCHIO
«La precedente amministrazione ha messo letteralmente in ginocchio il Comune», continuano i due, «partendo dalla macchina amministrativa, rimasta solo con la metà di personale previsto. A questo punto ci chiediamo come sia stato possibile. Ci sono precise responsabilità che investono anche l’attuale opposizione, che allora era maggioranza, compreso chi ha manifestato malesseri solo alla fine. Per quanto ci riguarda noi attendiamo fiduciosi il lavoro dei giudici contabili. Crediamo che la Corte saprà accertare tutte le responsabilità». «È una mia personale opinione», dice il capogruppo Di Primio, «ma io avrei dichiarato dissesto fin da subito. La coalizione ha scelto invece di tentare di tutto per salvare l’ente dal default e dunque io, come il mio gruppo, abbiamo appoggiato convintamente il piano di riequilibrio pluriennale. Abbiamo fatto di tutto per evitare il dissesto ma, come si evince dall’ordinanza della Corte, la situazione era ormai troppo compromessa».
IL FUTURO
Secondo il gruppo consiliare di Liberi a sinistra il futuro ora dipende da Teateservizi, la società pubblica che gestisce la riscossione e che, secondo il piano di concordato presentato in tribunale dal liquidatore Luca Di Iorio, dovrà cedere gli altri due servizi gestiti, i parcheggi a pagamento della città e il cimitero. «Gli uffici devono subito scrivere la delibera con il nuovo aggio per il servizio di riscossione», dicono Di Primio e Raimondi, toccando un altro punto che scotta, «e bisogna decidere cosa fare degli altri due servizi. Per i parcheggi non c’è fretta, visto che il contratto scade a fine 2024, per il cimitero invece bisogna decidere subito, visto che la scadenza è tra un mese, al 30 giugno prossimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

