La spavalderia dei leader «Noi siamo i numeri uno»

Dalle registrazioni l’ostentazione della loro bravura nella preparazione delle dosi Gli annunci anche su Facebook. La cocaina cotta venduta nelle piazze del Frentano
LANCIANO. Si vantavano di essere «i numeri uno» del mercato della droga a Lanciano e dintorni. Ostentavano con spavalderia la propria bravura nella preparazione delle sostanze stupefacenti e nell’attività di spaccio, sia pubblicamente sul loro profilo Facebook sia nel corso di alcune conversazioni telefoniche e ambientali, intercettate dagli investigatori. «L’operazione si chiama “Numero uno” proprio perché così amavano definirsi i leader dell’organizzazione», spiega la dirigente del commissariato, Lucia D’Agostino, «si vantavano sulle pagine Facebook o al telefono di essere i migliori, nessuno poteva batterli».
Una droga «potente», «di ottima qualità»: così definiscono gli indagati la sostanza arrivata da Napoli. Il sodalizio criminale era dedito alla produzione, detenzione, trasformazione e spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, dalla cocaina al crack, dall’hashish alla marijuana. «La peculiarità dell’attività illecita portata avanti dall’organizzazione», sottolineano gli investigatori, «è quella di aver introdotto sul mercato locale direttamente la cocaina cotta, il cosiddetto crack, una novità per questo territorio sia per la tipologia della sostanza che per la ottima qualità, nonché per la metodologia di preparazione che avveniva utilizzando eccipienti quali ammoniaca, bicarbonato e mannite, prerogativa e caratteristica delle organizzazioni criminali di stampo camorristico».
«Cocaina cotta, purissima, che approvvigionavano attraverso collegamenti con la Campania», precisa il vicequestore D’Agostino, «la lavoravano e immettevano sul mercato a piccole dosi». Singole dosi venivano pagate in genere 20 euro. Le cessioni, oltre 200 quelle documentate, avvenivano per lo più a Lanciano, in alcuni casi anche nei centri vicini, Castel Frentano, Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro. In città la banda aveva creato delle piazze di spaccio, per lo più in periferia, lontano da quelle storiche del centro, con ruoli diversi per ognuno dei soggetti coinvolti. (s.so.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

