La stazione senza Frecciarossa: «Penalizzata l’area del Vastese»

12 Aprile 2023

Comune e imprenditori si appellano a Trenitalia: «Almeno una fermata giornaliera nello scalo» Turisti e residenti sono costretti ad arrivare e partire da Termoli per viaggiare sui convogli più veloci

VASTO. Riviera affollata durante i giorni di Pasqua nonostante i capricci del tempo. Tanti vastesi che risiedono fuori regione sono tornati per trascorrere le feste in famiglia. Molti anche i turisti che hanno visto Vasto per la prima volta. Chi ha scelto di arrivare in treno con il Frecciarossa però è stato costretto a scendere a Termoli, in Molise, la fermata più vicina alla stazione di Vasto-San Salvo. Tante le proteste verso Trenitalia per una scelta che i turisti ritengono assurda e che i residenti sopportano da tempo. Ogni giorno in tanti, diretti al nord, sono costretti ad andare a Pescara o a Termoli. «Le scelte di Trenitalia sono mortificanti», protesta il sindaco Francesco Menna, «la battaglia per una fermata del Frecciarossa va avanti da sempre. Avevamo ottenuto la possibilità di una fermata durante i mesi estivi. Ora pare sia a rischio anche questa. È impensabile che Vasto, la città guida della Costa dei trabocchi e della Via Verde, non abbia una fermata dei Frecciarossa. Confido in un ripensamento di Trenitalia».
Era il 2016 quando il Frecciabianca fece la sua prima fermata proprio nello scalo vastese. «Oggi deve tornare ad essere come allora», insiste il sindaco, «è necessario l’impegno di tutti a ogni livello istituzionale. Bisogna combattere affinché il Frecciarossa diventi una presenza giornaliera alla stazione Vasto-San Salvo. Per questo mi appello al presidente della Regione Marco Marsilio, all’assessore regionale ai Trasporti Umberto D’Annuntiis e ai consiglieri regionali del Vastese affinché si facciano portavoce delle istanze del territorio, dando una risposta a chi deve o vuole spostarsi in treno. La sola fermata di Pescara in Abruzzo isola il Vastese e condanna i pendolari a ingiustificati e onerosi disagi».
Unanime l’indignazione anche dei consiglieri comunali di centrodestra. «Comprendiamo la necessità per un treno veloce di contenere il numero di fermate», dice Francesco Prospero (FdI), «ma non è possibile che la stazione Vasto-San Salvo, scalo utile a tutta la costa dei trabocchi, venga bypassata dai Frecciarossa. L’auspicio è che Trenitalia preveda almeno due fermate giornaliere nel periodo estivo. Una buona offerta turistica, per essere attrattiva, deve essere accompagnata dall’efficienza dei trasporti. Le Ferrovie dello Stato devono fare la lor parte per favorire la crescita del nostro territorio».
Un disagio penalizzante anche per tanti imprenditori che ritengono che la scelta mortifichi il sud dell’Abruzzo e non favorisca la crescita delle attività economiche: «Già è penalizzante», riflettono, «la scarsa efficienza delle rete adriatica rispetto a quella tirrenica: la mancanza di fermate dei Frecciarossa lo è ancora di più».
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