«La strada si è spalancata sotto di noi»

14 Maggio 2015

Parla la coppia finita con l’auto nella voragine di via Ricci: sono sotto choc, andavano alla Spatocco a trovare la figlia

CHIETI. «Prima un rumore, poi una botta fortissima. Sembrava un terremoto». È ancora sotto choc Domenico Lisi, 56 anni di Zapponeta, in provincia di Foggia, quando racconta al Centro quello che gli è capitato alle10.30 di ieri, mentre percorreva via Ricci con la moglie Giovanna Trotta seduta alla sua destra. All’improvviso l’asfalto si è aperto e l’auto è sprofondata in una voragine di 3 metri. «E’ stato come se la macchina avesse urtato qualcosa. Non potevo capacitarmi. Com’era possibile che fossi andato a sbattere contro qualcosa che non avevo visto? Ero sicuro che la strada fosse libera», racconta l’uomo, «Non avevo notato assolutamente nulla sulla carreggiata». L’auto, una Fiat Brava bianca, era sprofondata con la ruota anteriore destra nel buco apertosi subito dopo il passaggio del bus della Panoramica. L’autista di linea è stato il primo ad accorgersi che qualcosa non andava. Ha fermato l’autobus ed è sceso in mezzo alla strada. È stato lui ad andare incontro a Lisi per prestargli i primi soccorsi. Dopo qualche momento di assoluto sbandamento, Lisi è sceso dall’auto per rendersi conto di cosa era realmente successo. Con la moglie Giovanna andavano a trovare la figlia ricoverata alla clinica Spatocco dove oggi dev’essere operata dal dottor Franco De Carlo. Ma in ospedale sono finiti anche i genitori della ragazza. Nella stanza numero 4 del pronto soccorso, entrambi con il collare da trauma, la coppia condivide l’attesa per fare le radiografie con i feriti di altri tre incidenti. E qui raccontano gli attimi di paura vissuti. Lisi parla sotto gli sguardi increduli degli altri malati. Qualcuno scuote la testa, mentre la signora Trotta sembra ammutolita. «Non abbiamo capito nulla», continuano a ripetere. In quel momento telefona un parente per chiedere della figlia e loro gli rispondono di essere in ospedale. Ci vuole qualche secondo prima che si esca fuori dal fraintendimento e che il parente capisca che i due non sono alla Spatocco ma al Pronto soccorso del SS. Annunziata dopo aver subìto un incidente che poteva finire peggio. Il pensiero va all’auto incidentata. E ovviamente alla preoccupazione arrecata alla figlia. I medici li dimettono verso le 16,30 con una prognosi di sette giorni, salvo complicazioni, per trauma nella zona cervicale. Chi ha subìto lo scossone più forte è stata la signora, seduta proprio sul lato della voragine. Ora si rivolgeranno a un avvocato per chiedere i danni al Comune.