La Tassi: operaio licenziato ma non perché sindacalista
LANCIANO. «Il dipendente Mario Esposito è stato licenziato in quanto sorpreso a svolgere attività lavorativa in proprio durante un periodo di assenza dal lavoro per malattia». A precisarlo è la...
LANCIANO. «Il dipendente Mario Esposito è stato licenziato in quanto sorpreso a svolgere attività lavorativa in proprio durante un periodo di assenza dal lavoro per malattia». A precisarlo è la Tassi Spa di Atessa, condannata dal tribunale del Lavoro di Lanciano a reintegrare l'operaio dopo il licenziamento avvenuto lo scorso anno, replicando alle dichiarazioni rese dal segretario Fiom-Cgil Davide Labbrozzi.
«Lo stesso Tribunale di Lanciano» spiegano i legali dell'azienda, Aldo e Stefano La Morgia «nell'ordinanza, alla quale si riferisce Labbrozzi, ha tra l'altro sancito che la condotta tenuta da Esposito era meritevole di sanzione disciplinare, seppure meno grave del licenziamento. La qualifica dello stesso Esposito, quale esponente sindacale, non è mai venuta in considerazione ai fini del suo licenziamento e la sanzione disciplinare a lui irrogata. L'ordinanza del tribunale non ha mai affermato che i “lavoratori non possono essere offesi, che i sindacalisti non vanno considerati un peso di cui liberarsi, ma rappresentanti dei lavoratori con cui confrontarsi”».

