La tradizione di Cocullo è da salvare
CHIETI. Una riflessione comune, tra politici, operatori culturali, operatori dell'informazione, associazioni, studiosi e studenti sul patrimonio culturale immateriale d'Abruzzo e la presentazione del...
CHIETI. Una riflessione comune, tra politici, operatori culturali, operatori dell'informazione, associazioni, studiosi e studenti sul patrimonio culturale immateriale d'Abruzzo e la presentazione del dossier della candidatura a Patrimonio culturale Unesco del Rito dei serpari di Cocullo e della Rete della devozione a San Domenico abate. È questo il doppio obiettivo del convegno di questa mattina all’università d’Annunzio (ore 9.30, nell’aula magna di Lettere) organizzato dal Dipartimento di Scienze sociali con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. La candidatura di Cocullo è inserita all'interno del programma Unesco chiamato "Lista di salvaguardia urgente". Ciò a testimonianza del fatto che, causa lo spopolamento dei borghi montani, tradizioni secolari come quella di Cocullo rischiano di scomparire dal panorama delle nostre tradizioni più belle. Nel momento in cui decine di borghi dell'Italia appenninica, anche causa terremoto, rischiano di scomparire, la candidatura di Cocullo, con quelle caratteristiche, si profila come un segnale di rinascita. Il convegno si aprirà con i saluti del rettore della D’Annunzio Carmine Di Ilio, del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e del direttore del Dipartimento, Stefano Trinchese. (a.i.)

