La traversata in mare di Monica Priore per battere il diabete

1 Luglio 2015

Vincitrice di oltre 40 medaglie la 39enne farà tappa a Ortona Sabato il tuffo dall’Acquabella per arrivare al Lido Saraceni

ORTONA. «Volando sulle onde della vita». Monica Priore, nuotatrice 39enne brindisina, sfida tutto e tutti, anche a Ortona, per lanciare il suo messaggio: con il diabete si può convivere. Lei, che a soli 5 anni ha scoperto di essere affetta da diabete mellito tipo 1, è riuscita a diventare una nuotatrice di livello ed ora, proprio attraverso il progetto ''Volando sulle onde della vita'', vuole promuovere l'importanza della pratica regolare di attività fisica per i benefici che arreca al nostro corpo, e intende contrastare le forme di ignoranza legate al diabete di tipo 1. L'idea consiste in un tour di 20 tappe che interesserà tutte le regioni d’Italia: effettuerà una traversata di circa 5 chilometri in mare o in lago in ciascuna regione. Un’impresa che durerà poco meno di due mesi e che si concluderà a Sorrento il 21 agosto. In Abruzzo ci arriverà sabato, e sarà Ortona la sede in cui compirà il suo percorso a nuoto. 2,5 chilometri dall'Acquabella di San Donato fino al Lido Saraceni, dove l'evento si concluderà con una conferenza stampa nella sede della Lega Navale di Ortona, la quale si occuperà anche dell'organizzazione della manifestazione. Monica Priore, nonostante il diabete, è nota alle cronache per avere compiuto la traversata dello Stretto di Messina (2007) e di parte del Golfo di Napoli (2010). È vincitrice di oltre 40 medaglie nei circuiti Master - Olimpiadi 2012 comprese. Proprio i suoi successi sono la testimonianza più diretta di come la malattia, se affrontata con consapevolezza e con la giusta grinta, possa essere tutt’altro che un handicap. «Io non intendo farmi piegare dalla malattia», spiega la nuotatrice, «voglio semmai piegarla. Io non so che Monica sarei senza il diabete, ma so che grazie al diabete riesco a combattere con tenacia e determinazione. Il riscontro di entusiasmo avuto da altri ragazzi che convivono con la mia stessa patologia e dai loro familiari, mi ha fatto comprendere che io con le imprese precedenti non avevo riscattato solo me stessa, ma anche loro. Avevo dato coraggio a tanti. Quando un bimbo oggi mi chiede con stupore ''anche tu hai il diabete?'' io ho raggiunto il mio traguardo, perché gli ho trasmesso fiducia nel futuro, nella sua possibilità di realizzarsi».

Lo sport è stato fondamentale, la ha aiutata a superare il senso di inferiorità e diversità, quella sensazione che non vuole far provare a chi come lei deve fare i conti con il diabete.

«Bisogna contrastare l'ignoranza che ruota attorno ad una patologia come il diabete mellito di tipo 1 di cui, in Italia, su 3milioni 800mila diabetici, il 5% di questi ne è affetto ed è, pertanto, insulino dipendente» conclude Priore. Ortona sarà la sua terza tappa dopo quella di Gallipoli del 28 giugno e di Termoli, in programma oggi. Gli ortonesi aiuteranno Monica nel suo intento?

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