La Via dei Mulini vedrà la luce entro l’anno

2 Gennaio 2016

Tollo, aggiudicati i lavori per la pista ciclabile lungo il fiume Arielli e che attraversa cinque comuni

TOLLO. La pista ciclabile Via dei Mulini, lungo il fiume Arielli, inizia a diventare realtà. Il 29 dicembre scorso sono stati aggiudicati i lavori alla ditta Cantieri Industriali srl di Mozzagrogna, grazie a un ribasso del 32,72%. La pista sarà conclusa entro il 2016 e andrà a ricollegarsi alla Via Verde sulla costa dei trabocchi, che invece dovrebbe vedere la luce l’anno successivo. La Via dei Mulini è lunga 20,06 chilometri e collegherà la foce dell’Arielli con il lungofiume nel territorio di Ortona, Tollo, Crecchio, Canosa Sannita e Arielli. Il progetto, dell’importo totale di 1.350.000, è stato finanziato con fondi Fsc regionali di cui 950mila euro per lavori deliberati dalla giunta regionale. Proprio il presidente Luciano D’Alfonso aveva immaginato una serie di piste ciclabili che, a pettine, sarebbero partite dal tracciato della Via Verde lungo i principali bacini fluviali. Via dei Mulini è la prima pista di questo schema che verrà realizzata.

«I fondi», spiega il sindaco Angelo Radica, «sono finalizzati per questo tipo di opere e, dunque, non possono essere usati per altro. Il progetto, una volta realizzato, avrà un forte impatto turistico, perché permetterà la visita ai borghi dei paesi attraversati». Oltre alle bellezze paesaggistiche potranno essere visitati anche i tanti musei presenti sul territorio: dal Museo della Battaglia a quello Tostiano o al museo quello dell’arte contemporaneo a Palazzo Farnese, tutti a Ortona, dall’Enomuseo di Tollo al Museo Bizantino a Crecchio e a quello della Guerra di Canosa Sannita. Nel territorio dei cinque comuni ci sono anche aree di rilevante interesse ambientale, architettonico, archeologico e paesaggistico. La pista offre anche l’opportunità di scoprire i numerosi esempi di mulini che si trovano lungo tutto il tracciato, che nel passato sono stati protagonisti della vita produttiva locale. Diversi mulini sono di proprietà pubblica e ben recuperati o trasformati in attività ricettive, altri di proprietà privata svolgono lo stesso ruolo. Pochi sono gli esempi di non recupero. La presenza di questi manufatti architettonici rurali e produttivi rendono il percorso interessante e attrattivo. Infatti i mulini potrebbero essere i fulcri per l’innesco di attività legate all’intrattenimento per la scoperta e l’approfondimento della conoscenza dei luoghi. (a.i.)

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