La Via Verde pronta il 30 giugno: intesa per dare slancio ai lavori

Accordo Provincia-impresa sulla perizia di variante e sulle opere nelle gallerie dopo gli ulteriori studi Un milione di euro in più per interventi imprevedibili. Pupillo: «Stavamo per rescindere il contratto»
LANCIANO. Ripartono i lavori per la Via Verde che, salvo imprevisti, sarà consegnata entro il 30 giugno. Provincia e impresa trovano l’accordo e sbloccano l’impasse che da mesi teneva al palo il completamento dell’infrastruttura, volano di turismo e sviluppo per la Costa dei trabocchi. Previsti circa 400mila euro per gli interventi nelle 9 gallerie del tracciato.
L’ACCORDO È stato firmato venerdì, nella sede di corso Marrucino, a Chieti, l’accordo tra la Provincia e la Cogepri, a capo del raggruppamento di imprese che sta realizzando la Via Verde della Costa dei trabocchi. Il documento, siglato dal dirigente del primo settore, ingegnere Giancarlo Moca, dal direttore dei lavori, architetto Francesco Faraone, e dall’ingegnere Paolo Primavera per la Cogepri, «esprime la volontà dell’impresa di accettare la perizia di variante e le attività sulle gallerie», spiega il presidente della Provincia, Mario Pupillo, «che avevano richiesto una delicata fase di approfondimenti, in relazione alla complessità dell’opera, per raggiungere una soluzione definitiva e condivisa. L’accordo si è giovato dell’attività del Collegio tecnico consultivo, composto dall’architetto Gianni Granà e dagli ingegneri Bagagli e Scutti, che in questi mesi ha lavorato per chiarire le rispettive posizioni e valutazioni. I lavori, pertanto, avranno un decisivo impulso con l’obiettivo di consegnare l’opera entro il 30 giugno».
OPERE IMPREVISTE PER UN MILIONE All’Ati di imprese è stato riconosciuto un aumento dell’importo contrattuale di circa un milione di euro per le opere aggiuntive impreviste e imprevedibili. Pupillo non nasconde che, nel corso della trattativa, si sia andati vicino alla rescissione del contratto, che avrebbe inesorabilmente allungato i tempi dell’opera, ma a prevalere alla fine è stato il buonsenso. «In qualità di presidente della Provincia», rimarca, «esprimo grande soddisfazione per l’impegno della struttura tecnica con il rup, architetto Valerio Ursini, e il gruppo di lavoro e un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo accordo così importante per la conclusione di un’opera strategica per l’intero Abruzzo».
IL PROGRAMMA DEI LAVORI Gli operai saranno al lavoro già dai primi giorni della settimana per terminare l’ultimo tratto di Ortona. Nei giorni scorsi è stato asfaltato il tratto del lido Saraceni, porta d’ingresso della Via Verde. «Continua anche la resinatura», spiega Paolo Primavera, «nei tratti già pavimentati, da Fossacesia a San Vito. Verso fine mese, invece, andremo a realizzare dei tappetini d’asfalto nei tratti realizzati in massetto perché più soggetti alle mareggiate. La resina però si scrosta, come nel tratto di Torino di Sangro, così per farla aderire andremo a correggere con l'asfalto».
IL NODO GALLERIE Per mettere in sicurezza le nove gallerie del tracciato, chiuse da gennaio, la Provincia mette in campo circa 400mila euro. «Fra 10-15 giorni partiremo con i lavori nelle gallerie», annuncia Primavera, «interverremo sul problema delle infiltrazioni, nella galleria Moro e in quelle di San Vito, sotto l’Eremo dannunziano, con delle calotte per convogliare l’acqua sui lati. Poi rimuoveremo gli elementi pericolanti e metteremo le reti di protezione. Gallerie ed ex stazioni saranno illuminate. Forse non ce la faremo ad assicurare tutti gli arredi, panchine e portabici, ma per il 30 giugno l’opera sarà ultimata. Lo scoglio principale adesso è l’approvvigionamento dei materiali: con la pandemia le produzioni sono calate, i costi aumentati e i tempi di consegna non sono attendibili». Sono fuori dall’accordo le criticità di Lago Dragoni, a Torino di Sangro, e la variante di via Osca a Vasto. «Da parte nostra c’è sempre stata la volontà di ultimare l’opera, ma senza rimetterci», puntualizza Primavera, «con la Provincia è stato trovato un compromesso. Ricordo che l’ex tracciato ferroviario era abbandonato da 15 anni ed era diventato terra di nessuno, le Ferrovie non hanno fatto un favore a nessuno. Spesso si paragona la Via Verde alla ciclabile della Riviera dei fiori», chiude l’imprenditore, «ma lì per 24 chilometri sono stati spesi 43 milioni, qui con 9 milioni sistemiamo 42 chilometri».
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