La villetta sulla frana è ancora in bilico

A un anno dall’inizio del dissesto sopralluogo del presidente della Regione D’Alfonso che promette 300mila euro
CRECCHIO. È trascorso un anno da quando il dissesto ha iniziato a interessare la collina su cui sorgono case, sono passati quasi sette mesi da quella tragedia sfiorata per via di un enorme masso che si è abbattuto sulla strada provinciale che collega il paese a Canosa Sannita. E ieri il presidente della Regione Luciano D'Alfonso ha effettuato un sopralluogo, con la promessa di impegnarsi nel reperire ulteriori fondi per eliminare il disagio. Dopo 365 giorni Crecchio deve fare ancora i conti con la frana che si è mossa alle porte del paese, un'instabilità del terreno che continua a creare disagi a tanti cittadini, soprattutto ai residenti di contrada Villa Tucci, e in generale a diversi utenti di quella strada non più percorribile. Ieri mattina il governatore D'Alfonso ha fatto visita al piccolo centro teatino, accompagnato dal rappresentante del Genio Civile di Chieti, Fabrizio Di Matteo, dal consigliere regionale Camillo D'Alessandro, dal sindaco di Crecchio Nicolino Di Paolo e dai tecnici comunali. Arrivato sul punto del dissesto D'Alfonso ha lanciato immediatamente lo sguardo verso l'alto, in direzione di quella villetta in cima alla collina in bilico, che appartiene a una famiglia americana ed è stata sgomberata, con una parte della sua base nel vuoto. È proprio quell'abitazione l'icona di una frana potenzialmente pericolosissima, estesa su un territorio fragile che cede giorno dopo giorno. Quattrocentomila euro sono stati già stanziati ed assegnati, potrebbero servire per un primissimo intervento, ma non risolverebbero la situazione definitivamente. Sarebbero necessari altri finanziamenti su cui, a detta del presidente, la Regione sta lavorando: «Per Crecchio esiste la possibilità di riuscire a reperire ulteriori fondi, 300mila euro, dal Ministero dell'Ambiente», ha dichiarato ieri D'Alfonso. «Abbiamo presentato richiesta ufficiale e tra lunedì e martedì verrà definita».
«Sin dall'inizio abbiamo seguito il problema cercando di trovare l'educazione finanziaria necessaria a fare in modo che i lavori iniziassero per poi concludersi con una soluzione», ha aggiunto D'Alessandro. «Se verrà validato l'ulteriore intervento di 300mila euro dal Ministero, i 700mila euro complessivi permetterebbero di operare bene. L'ipotesi progettuale che sta prevalendo è di creare una via alternativa che consenta il ripristino del transito bypassando la frana, e allo stesso tempo di mettere in sicurezza l'area interessata dal dissesto».
Soddisfatto anche il sindaco Di Paolo: «A distanza di un anno dal sorgere del problema, finalmente si intravede una felice conclusione».

