Ladri al Cup ma non trovano l’incasso
Non riescono ad aprire l’armadio blindato, così mettono a soqquadro i locali alla ricerca di spiccioli
LANCIANO. Hanno atteso che gli uffici chiudessero e poi hanno agito, ma il bottino del furto ammonta ai pochi spiccioli presi dalla macchinetta del caffè. Non sono riusciti, infatti, ad aprire la cassaforte del Cup. Un furto malriuscito quello compiuto la notte tra martedì e mercoledì al distretto sanitario di via Don Minzoni, che ha costretto però alla chiusura dello sportello per un giorno. Ieri mattina, poco prima delle 8, un’infermiera che apre la struttura ha trovato la porta d’ingresso chiusa mentre erano state forzate quelle della stanza del Cup e dello sportello “Scelta e revoca” del medico, dove sono stati messi a soqquadro armadi e cassetti, rovesciati alla ricerca di denaro che non è stato trovato. Forzate anche le altre porte degli uffici alla ricerca di soldi. L’obiettivo primario era la cassaforte del Cup, dov’era custodito l’incasso della giornata e rimasto intatto.
I ladri, o il ladro, non sono riusciti ad aprire l’armadio blindato, hanno aperto invece quello presente nell’ufficio accanto perché hanno trovato la chiave, nascosta tra i cassetti: ma non c’erano soldi, solo documenti. Pur di non uscire a mani vuote allora i ladri hanno forzato il distributore automatico di alimenti e bevande all’ingresso, racimolando pochi spiccioli. Sul posto è arrivata la polizia scientifica, che sta anche visionando le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza. L’ipotesi è che i malviventi siano rimasti all’interno della struttura al momento della chiusura, visto che non sono stati rilevati segni di effrazione sulla porta d’ingresso e sulle finestre, e abbiano aspettato il buio per agire. “Uffici chiusi per motivi tecnici” il cartello posto ieri all’ingresso del Cup per avvisare i tantissimi utenti. Oggi, dopo i rilievi della polizia e dopo che sono state riparate le porte divelte, tutto tornerà alla normalità. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

