Ladri in chiesa, rubato l’oro del santo

I malviventi forzano un’antica teca di legno e portano via le catenine votive con le foto dei bimbi. Indagano i carabinieri
GUARDIAGRELE. La criminalità più odiosa, quella che ruba ricordi e affetti, non risparmia neanche i luoghi di culto. A Guardiagrele i ladri hanno colpito in chiesa, portando via l’oro di San Donato, il patrono della cittadina pedemontana. Ad accorgersi del furto sacrilego sono stati i componenti dell’associazione che ogni anno organizza la festa ed è in prima linea per il recupero di usanze e tradizioni locali. Una denuncia è stata presentata ai carabinieri della stazione di Guardiagrele, che hanno avviato le indagini per identificare i malviventi.
I balordi sono entrati in azione sfruttando l’orario di apertura della chiesa che fa parte della parrocchia di Santa Maria Maggiore e San Nicola di Bari. E sono andati a colpo sicuro, nel senso che hanno puntato subito all’antica teca in legno, datata 1907: dopo averla forzata, hanno arraffato una decina di catenine votive. Nella teca non c’era la statua del santo, in questi ultimi giorni d’estate esposta davanti all’altare. «I ciondoli delle catenine d’oro rubate», spiegano dall’associazione, «sono piccoli quadretti che custodiscono le foto di bambini guardiesi». Il loro valore economico è esiguo, non supera qualche centinaio di euro. Ma i fedeli erano legatissimi a quei gioielli. «Gli ex voto in argento, invece, non sono stati neanche sfiorati», proseguono dal comitato feste. «Ai ladri interessava solo l’oro, facilmente piazzabile sul mercato: non hanno portato via altro».
Nel Chietino, nel recente passato, sono stati denunciati altri furti sacrileghi. Neanche due mesi fa, per esempio, nella chiesa di Santa Vittoria a Guardiabruna, borgo di 266 abitanti, sono state trafugate le reliquie di San Gaetano, la statua della Madonna e almeno una sessantina di testi sacri. Sempre di recente, i carabinieri hanno scoperto e sgominato una banda specializzata nei furti all’interno dei luoghi di culto. I malviventi erano diventati una sorta di incubo delle parrocchie. Durante le indagini, andate avanti per mesi con pedinamenti, intercettazioni e telecamere, sono stati recuperati numerosi oggetti sacri.
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