Ladri traditi dallo scontrino della pizza

10 Gennaio 2019

Marito e moglie assaltano il deposito dell’Aca e rubano 30mila euro di materiale, ma una busta abbandonata li fa scoprire

CHIETI. Sono stati incastrati da uno scontrino di 2 euro e 40 centesimi di un supermercato dove avevano comprato pane e pizza bianca. Così la squadra mobile di Chieti ha scoperto una coppia di ladri romeni che, nottetempo, assaltava le aziende della zona industriale. Anghel Niculae, 44 anni, e la compagna Iulia Ciulin, 32 anni, si ritrovano sotto processo con l’accusa di concorso in furto pluriaggravato dopo aver rubato almeno 30mila euro di materiale nei depositi dell’Aca, l’azienda pubblica che gestisce il servizio idrico di 64 Comuni, tra cui Chieti e Pescara. Il procedimento nei confronti dell’uomo è al momento sospeso perché risulta latitante, mentre va avanti per la donna.
L’ASSALTO. Il raid si consuma nella notte tra il 20 e il 21 febbraio del 2015 all’interno dei magazzini di via Bassino, a Chieti Scalo, in contrada Selvaiezzi. Ignoti si introducono nei locali dell’Aca prima creando un varco nella recinzione e, poi, tagliando con una mola le porte d’ingresso dei due capannoni. I banditi rubano gruppi di fili di rame, 300 contatori in ottone e 400 valvole dell’acqua, sempre in ottone. Il mattino successivo scatta l’allarme. Durante il sopralluogo i poliziotti della terza sezione della Mobile, guidati dal sostituto commissario Ivan Finore, notano in un campo adiacente un sacchetto bianco con attaccato uno scontrino del supermercato Oasi di Francavilla. Nelle vicinanze viene trovato del materiale portato via dall’Aca, come cartoni vuoti e guaine di cavi ormai privi di rame.
LE INDAGINI. Quell’acquisto di «pane e pizza bianca», ricostruiscono gli investigatori, è stato fatto qualche giorno prima con una carta bancomat intestata a Iulia Ciulin. Non solo: dall’estratto conto – e qui c’è la seconda sorpresa – spunta un bonifico in entrata di oltre 7mila euro con causale «vincita Vtl». Ripercorrendo il flusso di denaro, i poliziotti arrivano a una sala scommesse di Francavilla. Il titolare conferma che quella vincita è stata fatta da un cliente abituale, un romeno che lui conosce come Anghel. Quell’uomo si accompagna spesso a una donna che l’esercente riconosce in Iulia.
I TELEFONI. Poi l’attenzione degli investigatori si sposta ai tabulati telefonici. E arrivano ulteriori conferme. Nella notte del furto, l’utenza telefonica intestata a Iulia si è agganciata all’antenna della zona industriale di Chieti, che copre anche il deposito Aca, dalle 22.11 del 20 febbraio alle 4.34 del giorno successivo. Si tratta proprio dell’orario in cui è stato messo a segno il raid. Da ulteriori accertamenti viene fuori che il cellulare in questione è in uso ad Anghel Niculae. È l’ennesima prova, secondo la polizia, che Culin è l’intestataria di tutto ciò che serve al marito per i suoi affari illeciti: utenze telefoniche, due autovetture (una Mercedes e una Bmw) e il conto corrente. Nel frattempo il mese successivo è un consigliere comunale, Filippo Di Giovanni, durante un’ispezione negli impianti sportivi abbandonati, a ritrovare casualmente parte della refurtiva: è accatastata nel parcheggio dei campi di calcetto di San Martino.
IL PROCESSO. Per la procura gli indizi raccolti sono sufficienti per mandare a giudizio l’uomo, già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, e la sua compagna, anche lei finita nei guai per gli stessi reati. La donna, difesa dall’avvocato Tullio Zampacorta, nega di aver partecipato al furto. Il 27 marzo è in programma la prossima udienza davanti al giudice onorario Sofia Nanni e al pm d’aula Roberta Capanna.