Lago di Bomba riserva naturale: richiesta presentata alla Regione

Secondo la proposta di legge, l’area protetta si estenderebbe su 945 ettari e su sette comuni: sono compresi anche Atessa, Colledimezzo, Monteferrante, Pennadomo, Pietraferrazzana e Villa
COLLEDIMEZZO. È stata presentata ieri mattina, sul versante di Colledimezzo del lago, la proposta di legge per l’istituzione della riserva naturale regionale “Lago di Bomba”, con i comuni di Atessa, Bomba, Colledimezzo, Pennadomo, Pietraferrazzana, Monteferrante e Villa Santa Maria. L’iniziativa è sostenuta e sottoscritta da tutto il gruppo Patto per l’Abruzzo, opposizione in consiglio regionale, e porta come prima firma quella del consigliere Alessio Monaco. Alla presentazione erano presenti, oltre a Monaco, i colleghi Antonio Blasioli, Vincenzo Menna, Silvio Paolucci, Antonio Di Marco, Francesco Taglieri e l’ex candidato presidente Luciano D’Amico, con i sindaci dei sette comuni interessati.
«Abbiamo voluto presentare questa iniziativa proprio sulle rive del lago», spiega D’Amico, «perché questi luoghi devono tornare al centro dell’attenzione e del dibattito politico. E devono farlo attraverso la ricerca di un modello di sviluppo basato su rispetto dell’ambiente, sostenibilità, valorizzazione del territorio e tutela del patrimonio naturalistico che fa della nostra terra quella regione verde d’Europa che in Italia rappresenta un unicum. L’obiettivo è generare valore, arricchendo il territorio con investimenti che portano benefici a lungo termine, grazie a risorse come il lago di Bomba che non sono delocalizzabili e che, se adeguatamente valorizzate, possono diventare un bene certo, inesauribile. Con questa iniziativa», conclude D’Amico, «rifiutiamo nettamente la visione, o meglio la non visione, di chi vuole estrarre valore, e non generarlo, depauperando territori che in tutto il resto del mondo sarebbero oggetto di cura estrema per il loro enorme potenziale».
L’estensione totale della riserva sarà di circa 945 ettari: Atessa 50, Bomba 310, Colledimezzo 100, Monteferrante 4, Pennadomo 126, Pietraferrazzana 55, Villa Santa Maria 300. «La riserva naturale regionale», aggiunge Monaco, «ha finalità di conservare gli ambiti a elevata naturalità e le caratteristiche paesaggistiche esistenti; salvaguardare la risorsa idrica lacuale e promuovere servizi ecosistemici, tutelando le attività tradizionali delle popolazioni locali. I confini della riserva non coinvolgono i centri abitati dei comuni, ma insistono sulle pertinenze del bacino idrico e delle sue rive. Abbiamo voluto coinvolgere i sindaci dei Comuni interessati affinché questa iniziativa rappresenti un’opportunità di crescita per tutta la comunità».
Il territorio è caratterizzato dalla presenza di un alto numero di siti di interesse turistici e naturalistici, per decenni è stato oggetto di un flusso di visitatori considerevoli, creando economia. «Oggi quelle attività», sottolineano i consiglieri regionali, «sono cessate anche per la mancanza di una visione strategica e di investimenti mirati da parte della Regione Abruzzo sull’intero territorio. Questa proposta di legge ripristina la vocazione green, turistica e naturalistica del bacino idrico e lo salvaguarda da speculazioni che contrastano con questa vocazione».
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