Lamaletto: così ho scatenato altre cento sentenze fotocopia
CHIETI. Ha scatenato contro l’Inps più di cento sentenze fotocopia in tutta Italia. L’avvocato Antonella Lamaletto è la prima in Italia ad aver ottenuto una vittoria contro l’Inps sull’iscrizione d’uf...
CHIETI. Ha scatenato contro l’Inps più di cento sentenze fotocopia in tutta Italia. L’avvocato Antonella Lamaletto è la prima in Italia ad aver ottenuto una vittoria contro l’Inps sull’iscrizione d’ufficio alla gestione separata: «Quando ho visto la raccomandata che mi chiedeva più di 3.400 euro ho pensato a uno scherzo».
Avvocato, perché l’Inps voleva soldi da lei?
«Nel 2015 l’Inps mi chiedeva il versamento di oltre 3.400 euro per l’iscrizione d’ufficio alla gestione separata riferita al 2009, il mio primo anno da avvocato. Nella somma era compresa anche una sanzione pari a circa l’80% del totale. Mi sono chiesta come mai l’Inps mi chiedesse questi soldi visto, per gli avvocati che non superano un determinato reddito, vige la regola del versamento del solo contributo integrativo alla Cassa forense».
E lei non ha pagato?
«L’Inps mi chiedeva non solo il contributo soggettivo, non dovuto, ma anche l’integrativo che, però, avevo già versato alla Cassa forense. Non mi sono rassegnata: ho fatto un ricorso amministrativo e a fronte di una risposta negativa dell’Inps, ho fatto causa al tribunale del Lavoro. Il giudice ha deciso che queste somme non sono dovute nel merito oltre che prescritte».
Vanta un primato in Italia: è sorpresa?
«Una bella soddisfazione perché l’accoglimento è stato totale: ho dovuto studiare a fondo la materia fiscale a me completamente oscura. Tutte le altre sentenze successive si sono accodate a questa e l’Inps è stata quasi sempre soccombente».
Significa che il caso è chiuso?
«Non ancora. La Corte d’appello dell’Aquila finora ha rinviato le decisioni in attesa del pronunciamento della Cassazione. Ma le altre sezioni, in varie parti d’Italia, hanno confermato le sentenze di primo grado e cioè che quelle somme non sono dovute e non vanno pagate». (p.l.)

