Lanciano, agenti aggrediti Il Sappe: «Il carcere scoppia»
LANCIANO. Non si placano le proteste dei sindacati dopo l’aggressione da parte di un detenuto verso tre agenti della polizia penitenziaria del carcere di Villa Stanazzo (lesioni giudicate guaribili...
LANCIANO. Non si placano le proteste dei sindacati dopo l’aggressione da parte di un detenuto verso tre agenti della polizia penitenziaria del carcere di Villa Stanazzo (lesioni giudicate guaribili in 5, 7 e 15 giorni) e verso un altro detenuto. Piero Di Campli, dirigente sindacale Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) e rappresentante del carcere di Lanciano, ha informato dell’accaduto anche il segretario generale Donato Capece. «Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di polizia penitenziaria che mancano», dice Capece, «finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, destinando i detenuti con evidenti problemi psichici, come quello frentano, in un regime penitenziario differenziato. Invece le carceri come Lanciano scoppiano, ma per gli agenti, sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate, non ci sono notizie positive. Nonostante l’organico sia carente di 8mila agenti, è stato bocciato un emendamento che avrebbe permesso almeno 800 nuove assunzioni». Da qui la manifestazione di protesta il 18 e 19 aprile davanti al carcere Rebibbia, a Roma. (t.d.r.)

