Lanciano al vertice della cultura italiana: salta la candidatura

Il Comune fa un passo indietro sul progetto per il 2025 Si punta sull’anno successivo, ma è lite con l’opposizione
LANCIANO . Il Comune ritira la candidatura di Lanciano per essere capitale italiana della cultura 2025. L’amministrazione Paolini ha rinunciato ad andare avanti col progetto legato alla “cultura del sacro” per alcuni intoppi e per non bruciare la possibilità di candidarsi, con un progetto più articolato, il prossimo anno per il 2026. Ma per l’ex assessore alla cultura Marusca Miscia (Partito democratico) la scelta è da bocciare: «È l’ennesima occasione sciupata da una giunta senza ambizioni degne di una città dalla storia e dalla cultura importante come Lanciano» afferma l’esponente del centrosinistra. Per la città sarebbe stato il secondo tentativo dopo quello fallito nel 2017.
IL PROGETTO
L’idea su cui il sindaco Filippo Paolini e l’assessore alla cultura Danilo Ranieri stavano lavorando e per la quale avevano presentato il 31 maggio scorso la candidatura di Lanciano al Mibact era sulla cultura del sacro che si legava al giubileo di Roma del 2025. «Tutto il “mondo” lancianese 2025 si legherà alla cultura e al giubileo», aveva spiegato Ranieri, «ad esempio l’Estate musicale frentana creerà un programma concertistico di unione con la musica sacra, ci sarà il teatro del sacro, un cartellone estivo ad hoc; insomma tutto in linea col giubileo e il sacro, che non è solo il Miracolo eucaristico». Ma Ranieri aveva avvertito che il progetto poteva essere ritirato, visti i tempi ristretti per redigerlo. E così è stato.
L’ATTACCO DI MISCIA
«Sindaco e assessore hanno comunicato la rinuncia a partecipare al bando per essere la capitale della cultura 2025 per non pregiudicare la partecipazione del 2026 e per mancanza di tempo», spiega la consigliera Pd Miscia, «ma la giunta di Sulmona si è insediata lo scorso anno insieme a quella di Lanciano ed è in corsa. Chi vuole e si impegna, riesce. È l’ennesima promessa non mantenuta da Paolini ed è l’ennesima occasione sciupata da questa giunta senza ambizioni». Un affondo duro quello di Miscia, che nel 2017 guidava l’assessorato alla cultura quando Lanciano presentò la candidatura per il 2020 con il progetto “La cultura dell’anima. Lanciano città del miracolo, della musica e delle fiere”, che però non ottenne i risultati sperati. «Partecipavano 46 comuni e non solo 15 come quest’anno», evidenzia Miscia, «e quel progetto poteva essere ripreso. Puntava sulle ricchezze artistiche e culturali, sul Miracolo eucaristico. Guardava al rapporto tra spiritualità, cultura e scienza. Un documento che non riuscì ad entrare tra i migliori dieci, ma ci permise di elaborare un “piano regolatore” della cultura di Lanciano. Il 2025 poi sarà l’anno del Giubileo dedicato al tema dell’Eucaristia», sottolinea la consigliera, «e Lanciano custodisce da secoli il Miracolo eucaristico più importante e riconosciuto al mondo. Quella impostazione avrebbe avuto una chance in più. Invece la giunta Paolini non ha sfruttato l’occasione e non ha presentato la candidatura dopo gli annunci fatti».
LA DIFESA DI RANIERI
«Non avevo fatto annunci, anzi, avevo precisato che avevamo presentato la manifestazione d’interesse ma dovevamo riflettere bene se andare poi avanti con la candidatura», puntualizza Ranieri, «che di certo non poteva basarsi sul dossier del 2017 che è stato scartato subito; altro che “piano regolatore della cultura a Lanciano”». A ritirare la candidatura ha inciso il “fattore tempo”. «Se fossimo andati avanti non avremmo potuto ripresentare la domanda nel 2023 per il 2026», spiega Ranieri, «e non saremmo riusciti in un paio di mesi a proporre un progetto corposo. Ho contattato alcune società che elaborano questi piani e mi hanno detto che servono almeno 8 mesi per stilarlo. Inoltre dovevamo inserire le attività fatte in un anno di amministrazione. Nel 2023 avremo uno storico su cui basarci e in bilancio 11.500 euro per affidare un incarico per il progetto. Abbiamo voluto evitare, di spendere soldi per un dossier poi bocciato».
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