Lanciano, detenuto aggredisce tre agenti penitenziari

Momenti di tensione in carcere a Villa Stanazzo: l’uomo, con problemi psichiatrici, dopo l'aggressione ha ferito un altro detenuto, distrutto due celle e cercato di fuggire. Il sindacato Sappe: "Nelle carceri mancano 8mila agenti"
LANCIANO. Ha picchiato tre agenti di polizia penitenziaria, distrutto due celle e cercato di fuggire scatenando una caccia all’uomo all'interno del carcere. Un detenuto di origine campane ha scatenato l’inferno nel carcere di Villa Stanazzo tra domenica, giorno di Pasqua, e lunedì. L’uomo, che ha aggredito il compagno di cella e in passato ha staccato un orecchio a morsi a un altro detenuto, è stato fermato dagli agenti, ma ora il suo gesto ha portato il segretario provinciale della Uil-Pa, Ruggero Di Giovanni, a chiedere maggiori tutele per i lavoratori del carcere frentano. La violenza è iniziata nel giorno di Pasqua quando il detenuto, in carcere da poco per reati comuni, dopo aver chiesto ed ottenuto un colloquio con il sovrintendente ha finto di volergli porgere la mano e, invece, gli ha scagliato un violento pugno al volto mandandolo al pronto soccorso.
Nel corso della notte successiva il detenuto, non pago di quanto fatto, ha distrutto un paio di celle e si è barricato all’interno di una di esse. La mattina di Pasquetta è poi riuscito a sfuggire al personale tentando la fuga e scatenando una caccia all’uomo, terminata con l’inevitabile cattura, anche se altri due poliziotti sono finiti in ospedale. I tre agenti hanno avuto 5, 7 e 15 giorni di prognosi. «Finora sono state prese decisioni che mal si prestano alla gestione di questo tipo di detenuti», sostiene Di Giovanni, «e nulla è stato fatto a livello regionale per istituire le previste sezioni per detenuti violenti. Il personale aveva segnalato il problema, preannunciando l’impossibilità a gestire questo detenuto, responsabile di diversi episodi violenti in altre carceri. Assodato che quel detenuto ha dato, diffusamente, segni di squilibrio, è stato sottoposto a visita psichiatrica? La polizia penitenziaria è stata messa in grado di gestire in sicurezza questo ristretto? È stato attivato, se esiste, un protocollo per la gestione dei detenuti particolarmente violenti? È stata richiesta l’applicazione del regime di sorveglianza particolare? Visti i risultati è chiaro che qualcosa non ha funzionato. Da almeno tre anni la Uuil-Pa chiede una riorganizzazione del lavoro nel carcere frentano per l’insufficiente organico di agenti, per le mutate modalità di gestione dei detenuti e il continuo distogliere agenti dal servizio d’istituto operato dalla direzione».
La protesta del Sappe. «Follia in carcere»: è il sindacato di polizia penitenziaria Sappe a definire così l'aggressione e il ferimento di tre agenti da parte di un detenuto di Lanciano 39enne, originario della Campania, la sera di Pasqua e la mattina di Pasquetta all'interno del supercarcere di Lanciano. Sulla vicenda ieri era intervenuto anche il sindacato Uil-Pa. A protestare è ora il Sappe, attraverso il dirigente sindacale Piero Di Campli, in servizio a Lanciano, il quale dice: «aggressioni, devastazioni e poliziotti feriti c'è alta tensione nel carcere di Lanciano. Oltre ai poliziotti penitenziari il detenuto, con evidenti problemi psichiatrici, ha aggredito e ferito anche un'altra persona ristretta. Il detenuto, inspiegabilmente ritenuto sano di mente - dice Di Campli -, ha prima aggredito un compagno poi devastato la cella, quindi ha compiuto su di sé atti di autolesionismo grave. Infine ha aggredito e ferito gli agenti. Per fortuna gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, gestendo al meglio gli eventi critici». Per il segretario generale nazionale Sappe, Donato Capece, «Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti che mancano, finanziando gli interventi per far funzionare i sistemi antiscavalcamento, potenziando i livelli di sicurezza delle carceri, destinando i detenuti con evidenti problemi psichici in un regime penitenziario differenziato. Le carceri scoppiano e gli agenti sono sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate. Alla teoria di chi parla di carceri conoscendoli poco vogliamo rispondere con la concretezza dei fatti che parte da un dato incontrovertibile: la polizia penitenziaria continua a 'tenere bottà nonostante le quotidiane aggressioni. Gli eventi critici nei penitenziari sono in aumento da quando vi sono vigilanza dinamica e regime aperto per i detenuti. Nonostante la Polizia Penitenziaria sia carente di 8 mila agenti in organico la Legge di stabilità ha bocciato un emendamento che avrebbe permesso l'assunzione di almeno 800 nuovi agenti, a partire dall'assunzione degli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, già pronti a frequentare i corsi di formazione. Manifesteremo anche per questo, il 18 e 19 aprile prossimo, davanti al carcere di Roma Rebibbia».

