«Lanciano già pronto per la Promozione»

12 Marzo 2018

Intervista al dirigente ed ex arbitro Fabio Lombardi: pochi ritocchi per la squadra, in società non c’è niente da cambiare

LANCIANO. Da dirigente dell’Associazione italiana arbitri (Aia) a dirigente della squadra di calcio della propria città: dopo 32 anni Fabio Lombardi ha svestito la “giacchetta nera” per indossare i panni di accompagnatore ufficiale del nuovo Lanciano del presidente Fabio De Vincentiis, dalla scorsa estate al timone del rinnovato club rossonero, ripartito dalla Prima categoria. Dalla proposta alla decisione il passo è stato breve: un paio di giorni per abbracciare il progetto di chi vuole riportare in alto il calcio frentano.
Lombardi è stato, tra le altre cose, arbitro in Serie C e designatore in D, nonché candidato al comitato nazionale. Oggi ricopre un ruolo di primo piano nel club rossonero, oltre ad andare in panchina come accompagnatore e a curare i rapporti con le altre società e la federazione.
Lombardi, come è maturata la sua decisione di lasciare l’Aia per assumere un ruolo nel Lanciano?
«Come arbitro e come dirigente dell’Aia ho raggiunto tanti traguardi e ottenuto molte soddisfazioni. Sono sempre stato un grande amante del calcio, e da lancianese ho creduto in un progetto che può riportare in alto il club della nostra città. Quando la società si stava organizzando fu Giancarlo Micolucci (direttore generale del Lanciano) a coinvolgermi, invitandomi a scambiare due parole con il presidente De Vincentiis. Ci ho pensato su un paio di giorni, ma poi mi sono gettato a capofitto in questa avventura».
Da ex arbitro come ha seguito le polemiche che nelle ultime settimane hanno interessato le direzioni di gara nel vostro girone?
«Bisogna considerare che in Prima categoria gli arbitri sono ragazzi in formazione: c’è chi ha più attitudine e chi meno. Fare polemiche dal punto di vista puramente tecnico è riduttivo, perché qui non ci sono i segnalinee ed è difficile portarli anche in questa categoria, perché la copertura finanziaria poi graverebbe sulle società. Ho sentito parlare anche di “arroganza” da parte di alcuni direttori di gara, cosa che però a noi non è mai accaduta: al riguardo dico solo che in generale l’arbitro deve sapersi rapportare con giocatori, tecnici e dirigenti».
Il Lanciano è primo a 6 punti dalla seconda, Virtus Ortona, e con una partita in meno: campionato chiuso?
«Assolutamente no e lo sarà solo quando lo avrà decretato la matematica: dobbiamo giocare fino alla fine».
Ultimamente la squadra ha fatto qualche mezzo passo falso.
«Abbiamo una rosa molto tecnica, che probabilmente sui campi in terra risente del fatto di non poter giocare come è abituata. Inoltre, contro di noi spesso gli avversari si giocano tutto, al punto che nelle partite seguenti i risultati non rispecchiano la prestazione contro il Lanciano».
Fino alla sosta natalizia i rossoneri sembravano destinati a finire a punteggio pieno, cosa che non avverrà visto che poi sono arrivati una sconfitta e due pareggi: si può parlare di un obiettivo mancato?
«L’importante è chiudere con il salto di categoria, e farlo senza aver vinto tutte le partite non provocherà assolutamente rimorsi. La cosa fondamentale per noi è continuare a lavorare come stiamo facendo, continuando a programmare non solo la prossima stagione, né soltanto ciò che riguarda la prima squadra. Abbiamo un settore giovanile che conta oltre 250 tesserati, ragazzi della Juniores che vengono inseriti nel giro della prima squadra, e un allenatore come Alessandro Del Grosso che ha una visione a 360 gradi ed è supportato da collaboratori preparatissimi».
Come e quanto cambierà il Lanciano l’anno prossimo?
«A livello societario credo ci sia poco o nulla da cambiare: abbiamo un presidente che ha entusiasmo e forza da vendere, e intorno ha le persone giuste per coadiuvarlo nel suo progetto. Lo stesso discorso vale grossomodo per la squadra, che in buona parte è già pronta ad affrontare la Promozione, campionato che del resto pensavamo di affrontare: ai ritocchi penseranno staff tecnico e direttore sportivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA