Lanciano, in 32mila vanno al voto È sfida tra Paolini e Marongiu

Seggi aperti oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15, poi via alla maratona dello spoglio In corsa per la poltrona da sindaco l’ex primo cittadino e il presidente del consiglio uscente
LANCIANO. Con mascherina, tessera elettorale e documento di identità gli oltre 32mila elettori lancianesi oggi, dalle 7 alle 23, e domani, dalle 7 alle 15, tornano al voto per eleggere il sindaco nel turno di ballottaggio. A provare ad occupare lo scranno più alto di Palazzo di Città, che lascia dopo 10 anni Mario Pupillo (centrosinistra), sono Leo Marongiu, 40 anni, agente assicurativo e presidente del consiglio comunale uscente per il centrosinistra e Movimento 5 Stelle con cui ha firmato un accordo nei giorni scorsi, e Filippo Paolini, 65 anni, avvocato e sindaco dal 2001 al 2011, che ha dalla sua 7 liste di centrodestra.
Per convincere i 32.758 elettori (compreso gli iscritti Aire) – divisi in 15.812 uomini e 16.946 donne (tra queste ci sono l’elettrice più giovane, una 18enne e quella più anziana di 108 anni) – negli ultimi 15 giorni i due candidati hanno puntato sui rispettivi programmi, ma non sono mancati colpi bassi e offese anche pesanti via social. Paolini ha scommesso sulle due parole cardine del programma: degrado della città dopo 10 anni di centrosinistra e cambiamento che porterà. Ha parlato di verifica della capacità finanziaria del Comune per capire se i conti sono in regola e di riorganizzazione della macchina amministrativa, Marongiu ha allungato lo sguardo al futuro e alla città del 2031, ha parlato anche di dissesto idrogeologico e del sottosuolo, di barriere architettoniche da abbattere, di bonus per le famiglie e del ruolo dell’ospedale Renzetti.
Un ballottaggio più che mai aperto: Paolini al primo turno ha raccolto il 49,77% delle preferenze, fermandosi a 35 voti dall’elezione diretta; Marongiu è arrivato al 42,18%, percentuale massima raggiunta al primo turno dal centrosinistra in città, e adesso ha dalla sua parte anche l’accordo, sulla base di 10 punti programmatici, con il M5S che porta in dote il 5,08% di preferenze. «Il ballottaggio è una partita a sé e non è mai la somma algebrica dei voti del primo turno», hanno detto sia Paolini che Marongiu.
Da battere poi c’è l’astensionismo: ben 12.251 elettori non si sono recati alle urne. Ad ogni modo i 44 seggi in cui è divisa la città sono pronti ad accogliere i votanti e, chi tra questi ha completato o smarrito la tessera elettorale, può ritirarla anche oggi e domani in Comune, all’ufficio elettorale. C’è anche una sezione speciale Covid: la numero 1 di Principe di Piemonte. Per attivarla e votare così a casa, bisogna fare richiesta al sindaco allegando poi fotocopia del certificato Asl e del documento di identità. A differenza del primo turno dove c’erano anche il voto disgiunto e la doppia preferenza ora basta barrare la casella con il nome del candidato prescelto: vince chi otterrà più voti.

