Lanciano ricorda le 19 vittime di Nassiriya

Cerimonia ieri a Villa delle Rose. Il superstite Gaeta: molti erano amici, non ho potuto salvarli tutti
LANCIANO. A distanza di diciotto anni Lanciano non dimentica le vittime della strage di Nassiriya. Ieri mattina, nel viale dedicato ai caduti dell’attentato del 12 novembre 2003 nella cittadina irachena, si sono ritrovati semplici cittadini, autorità militari, amministratori comunali, associazioni combattentistiche e d’arma per la cerimonia davanti alla targa-ricordo apposta nel 2018 dall'amministrazione uscente. È presente il maresciallo dei carabinieri Maurizio Gaeta, sopravvissuto all’attacco, nel quale ha però perso amici e colleghi.
«Ricordare non è facile per me», esordisce Gaeta, «perché molti dei nomi scritti su questa targa-ricordo erano miei amici, pertanto il ricordo è doloroso poiché non ho potuti salvarli tutti, ma solo qualcuno. Purtroppo la storia dovrebbe insegnare, invece dopo diciotto anni si continuano a fare le guerre. La pace è un discorso difficile, ma ricordare quanto accaduto e quanti hanno sacrificato la loro vita in nome della pace e della patria è importante».
Una corona di alloro da parte del Comune, presente con il gonfalone decorato con Medaglia d’oro al valor militare e diversi assessori e consiglieri comunali, viene deposto accanto alla targa con i nomi dei 19 italiani uccisi. «All’epoca questi giovani venivano chiamati “militari gentili” perché portavano una parola di conforto a tutta la popolazione irachena», ricorda il sindaco Filippo Paolini, «i nostri militari si sono sempre distinti per questa circostanza, cercare la pace e portare conforto. Lo hanno dimostrato anche negli ultimi tempi. Per questo bisogna portare avanti l’impegno di ricordare tutte le persone, militari e non, che si sono sacrificate per consentirci di vivere in pace. L’augurio è che queste semplici cerimonie siano sentite e vissute con il cuore, perché certamente il nostro piccolo esempio diventa un grande esempio per tutti i giovani». (s.so.)
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