Lanciano, scacco alla gang dei ladri-arrampicatori

5 Maggio 2015

Arrestati due componenti la banda che rubava soldi e gioielli nei piani alti dei palazzi salendo su balconi e grondaie

LANCIANO. Si arrampicavano lungo grondaie e canali e scavalcavano balconi per raggiungere appartamenti anche al quarto o quinto piano, dove andavano alla ricerca di casseforti, denaro e gioielli. Due ladri-acrobati sono finiti in manette, altri tre sono indagati. L’operazione “Uomo ragno”, denominata così proprio dalle capacità funamboliche di arrestati e indagati, ha permesso di sgominare una banda barese specializzata nei furti d’appartamento, attiva a Lanciano e nel comprensorio.

Gli arrestati. Ieri, alle prime luci dell’alba, è scattato il blitz: personale della sezione di Chieti e del distaccamento di Lanciano, coadiuvato dal compartimento della Polstrada di Bari, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa. Gli arrestati sono Gianluca Saccente, 24 anni, e Velio Terzulli, 27, entrambi di Bari. Ma la banda, che aveva eletto a propria base operativa un condominio di Fossacesia Marina, è composta da cinque elementi, tutti baresi e tutti indagati. Al momento altre misure cautelari, seppur richieste, non sono state disposte, ma le indagini continuano. A condurle è il distaccamento di polizia stradale di Lanciano, coordinato dal procuratore capo Francesco Menditto.

Dalle vacanze ai furti. L’attività investigativa è partita da una serie di furti in abitazione, avvenuti a Fossacesia, Rocca San Giovanni, Lanciano e Ortona e commessi tra settembre e dicembre del 2014. La banda aveva scelto come base operativa Fossacesia Marina. Qui, come ricostruito dagli investigatori, i componenti della banda avevano trascorso le vacanze estive, utilizzate per studiare il territorio, gli obiettivi da colpire e i dettagli organizzativi dei colpi da mettere a segno nell’autunno successivo. Tra settembre e dicembre le intercettazioni telefoniche segnalano la presenza costante degli indagati nell’area frentana.

Come agivano. Nel mirino della banda barese c’erano ville e appartamenti, preferibilmente privi di allarme, che in questo territorio sono la maggioranza. Subito dopo aver messo a segno i colpi, i malviventi, tutti abili ad arrampicarsi all’esterno dei palazzi, nascondevano la merce rubata per ridurre al minimo il rischio di essere fermati dalle forze dell’ordine con la refurtiva. Per portare a compimento i furti si servivano di auto rubate, di qui la necessità di avere una base operativa sul territorio, individuata in un’area condominiale di Fossacesia Marina. Qui tenevano nascosti i veicoli trafugati, che utilizzavano esclusivamente per i raid notturni.

Per i trasferimenti dal capoluogo pugliese, invece, la banda si muoveva con auto di proprietà. Dall’indagine è emerso che la gang era affiliata a un’organizzazione più ampia, specializzata nell’individuare all’interno delle abitazioni la posizione di eventuali casseforti. La refurtiva era per lo più denaro e gioielli, ma i malviventi non disdegnavano materiale informatico e hi-fi. Le indagini, durate alcuni mesi, hanno permesso agli investigatori del distaccamento della Polstrada di Lanciano guidato dal comandante Renato Menna, di identificare i componenti e sgominare la banda (uno dei due arrestati è stato individuato col supporto della polizia scientifica del commissariato). Dopo l’arresto, Saccente e Terzulli sono stati rinchiusi nel carcere di Bari in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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