Lanciano, sfrattato occupa l’ex caserma dei vigili

Senza un lavoro è in graduatoria per una casa. Il Comune: «Ci sono tanti in difficoltà ma si deve seguire una procedura»
LANCIANO. Ha occupato l’ex caserma dei vigili del fuoco alla vigilia dello sfratto. Alfredo Rosato, 47 anni, disoccupato, è entrato domenica sera nella palazzina di via Galvani, di proprietà della Provincia. Un altro gesto eclatante, dopo quello in municipio lo scorso maggio, per richiamare l’attenzione su una situazione di disagio economico. Oggi per la famiglia scatta lo sfratto da casa. «Con il lavoro posso arrangiarmi, ma voglio un tetto sicuro per le mie figlie», dice Alfredo da dietro il portone dell’ex caserma dei pompieri. Le due ragazze lo hanno raggiunto in mattinata e non lo lasciano solo tutto il giorno. La mamma, provata dal forte stress di queste ultime settimane, è a casa della suocera, guardata a vista, anche se i carabinieri escludono che, qualche giorno fa, abbia tentato di farla finita ingerendo dei farmaci. I militanti di Casapound hanno portato un divanetto per dormire, acqua e bibite e ieri mattina hanno inscenato un sit-in. «É un gesto che arriva dopo che l’intero iter burocratico per l’assegnazione di un alloggio popolare è stato seguito, senza che abbia portato a una soluzione», commenta il responsabile cittadino, Nico Barone che chiede l’istituzione di un registro degli alloggi sfitti da assegnare alle famiglie in difficoltà. Dentro l’edificio i tre occupanti si sono sistemati in una specie di cucinino. Manca la luce ma ci sono acqua e servizi igienici. Le serrande restano calate e le porte sbarrate, così neanche l’arsura entra. Nel pomeriggio arriva una pattuglia della polizia provinciale. Come da prassi, gli agenti invitano gli occupanti a lasciare lo stabile, li identificano e poi se ne vanno. L’intenzione di Alfredo è di rimanere un’altra notte e per quello che servirà. Dal Comune non si vede nessuno, arriva solo una nota di precisazioni. «Le problematiche sociali e abitative sono state affrontate con serietà e trasparenza fin dall'insediamento di questa amministrazione», dicono il sindaco Mario Pupillo e gli assessori Dora Bendotti (sociale) e Marcello D'Ovidio (politica della casa). Nel caso della famiglia Rosato, il Comune precisa di essersi attivato con prestazioni di lavoro sociale per 332 ore, contributi economici e fornitura gratuita di libri scolastici, fin dal 2010, offrendo inoltre 15 giorni di ospitalità in una struttura alberghiera (come da regolamento comunale) e il contributo di 1500 euro per morosità incolpevole. «Questa amministrazione ha a cuore le sorti non di una sola famiglia ma dei tanti, troppi, concittadini che attraversano un momento di durissima crisi», concludono gli amministratori, «l’assegnazione di alloggi segue un iter trasparente, che non può essere modificato né da azioni plateali, alcune penalmente rilevanti, né dalle strumentalizzazioni di chi sfrutta irresponsabilmente il dolore e le difficoltà dei nostri concittadini, cui va la nostra totale solidarietà».
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