Lanciano, un solo medico per ottomila diabetici

11 Gennaio 2016

Richiamato in servizio il collega che aiutava la dottoressa rimasta. L’Adif denuncia: tutto il peso dei malati sugli infermieri

LANCIANO. Servivano più medici in Diabetologia. Ma la Asl, anziché aumentare il numero dei diabetologi per i quasi ottomila pazienti -di cui oltre 6.300 frequentatori assidui della struttura- taglia i medici prestati dalla Medicina. In questo reparto, da cui il Centro diabetologico dipende, c’è carenza di personale e così si è pensato bene di prendere dove già mancano i medici: in Diabetologia. Qui è in servizio una dottoressa “da record”, visto che praticamente quasi da sola segue tutti i pazienti. E il carico di lavoro aumenta per il reparto frentano, preferito ai vari ambulatori sparsi sul territorio, mente i tempi di attesa per le visite (il diabete è una delle malattie più diffuse nella nostra regione e che provoca molte altre patologie) sono di un anno. La nuova soluzione pensata per andare incontro ai malati sembra quasi peggio: affidare il servizio agli infermieri.

VISITE RIMANDATE. I pazienti sono esterrefatti: trattati come numeri, non visitati secondo i tempi previsti, spesso rimandati a casa. «Sono dodici mesi che non faccio la visita», racconta un paziente, «l’avevo lo scorso giugno ma mi è stata spostata perché mancava il medico e non so ancora quando posso recuperarla visto che l’agenda è piena: l’attesa è di quasi un anno perché non ci sono medici». «Da maggio la situazione per i malati è drammatica», protesta Luca Magni, segretario dell’Adif, l’Associazione diabetici frentani, «da quando, cioè, il servizio è stato privato, dall’oggi al domani, di una delle due dottoresse rimaste, spostata sul territorio. La risposta ovvia sarebbe stata quella di prendere almeno un altro diabetologo, visto che l’unità conta ottomila pazienti. Invece c’è una sola dottoressa, Daniela Antenucci, che lavora a tempo pieno. A lei si era aggiunto un collega prestato dal reparto di medicina per alcune ore settimanali. Ma ora, secondo una recente disposizione del primario della Medicina, Arsenio Pompeo, a questo medico sono state tagliate altre ore perché deve essere a lavoro nel reparto da cui proviene. Da maggio», continua Magni, «non sono riusciti a coinvolgere uno specialista dalle liste regionali, come ad esempio nella Asl 1 di Sulmona. Avevano tamponato con un medico di Atessa e uno di Medicina che venivano saltuariamente, ma erano medici internisti endocrinologi, non diabetologi, e per giunta sono stati tagliati. Da novembre abbiamo chiesto alla direttrice sanitaria del Renzetti, Marzia Mucci, un incontro per fare proposte e valutare soluzioni, ma non ancora ci riceve».

DISAGI ANCHE A CASOLI. Anche sul territorio per i malati di diabete non mancano i disagi. A Casoli il medico in servizio è utilizzato per coprire i turni di Medicina a Lanciano. La conseguenza, quindi, è che anche i pazienti del territorio attendono mesi per una visita. Per evitare il collasso del servizio pare che la Asl abbia trovato una soluzione. Prendere un diabetologo dalla liste della mobilità regionale? Sbloccare le assunzioni, assumendo così un altro medico per la Medicina? Nient’affatto. «Magari avessero preso dei medici», dicono sconsolati dall’Adif, ma pronti a protestare, «la soluzione è di dare spazio agli infermieri a cui passerà il grosso dei pazienti. Con tutto il rispetto per gli infermieri e il loro delicato e, per noi, prezioso lavoro, non esiste una cosa del genere: il medico, il diabetologo, è una figura non sostituibile. Basta tagli sulla pelle dei pazienti».

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