Landini: insieme si può cambiare

22 Maggio 2015

“Coalizione sociale”, il segretario della Fiom al Fenaroli presenta il progetto

LANCIANO. Da una parte la restrizione, sempre più soffocante, degli spazi della democrazia in Italia e dall'altra un bisogno nuovo di dialogo, di mutualità, di condivisione di bisogni tra tutti gli attori della società e del territorio per "provare a vedere che, insieme, le cose si possono cambiare". E' un fiume in piena Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, nel presentare ieri a Lanciano in un gremito teatro Fenaroli, il progetto di Coalizione Sociale che nascerà ufficialmente a Roma i prossimi 6 e 7 giugno. «Questo progetto non ha la firma di Landini», spiega il segretario della Fiom «ma è nato da un'assemblea di 500 delegati della Fiom ed è di tutti quelli che ne vorranno far parte». I tempi per Landini sono bui. «Siamo di fronte a una frantumazione e competizione del mondo del lavoro senza precedenti», incalza, «e in una fase in cui viene detto alle imprese che possono fare quello che vogliono. Il più grande gruppo industriale italiano (Fca Fiat Chrysler ndc) è uscito da Confindustria e afferma un sistema contrattuale basato su un solo livello. L'azienda può fare più turni senza discutere più con nessuno. Ora anche Confindustria si sta avviando ad un nuovo modello contrattuale e oggi la tenuta sociale di questo Paese è più a rischio che mai a causa del fatto che non esiste più il lavoro, esiste solo l'impresa. La gente che sta male non va più a votare. Ci va chi sta meglio e le decisioni le prendono quelli che stanno meglio di chi sta meglio: come possiamo convivere con questo stato di cose?». Landini attacca duramente anche il governo Renzi: «Le uniche cose che ha fatto questo governo in materia di lavoro sono state licenziamenti più facili e dare qualche sgravio fiscale a chi assume, ma non vedo un'idea di sistema industriale del Paese perché chi assume oggi un dipendente per tre anni perché lo Stato gli dà un incentivo di 8mila euro all'anno per il passaggio ad un contratto a tempo indeterminato, dopo tre anni può anche licenziarlo perché decide che non gli serve più. Questa politica sta tirando fuori il peggio degli imprenditori». Di qui il progetto di Coalizione Sociale «che nasce fuori dai partiti, ma che fa politica perché il sindacato è politica. Si fa politica quando si parla di lavoro, quando si dice di voler rimettere a posto il sociale che è diviso e frantumato». Il progetto, «è aperto a tutti perché di tutti sono i problemi su ambiente, politica industriale, contratti, beni comuni». «La coalizione», conclude Landini «può esistere se nei territori di costruiscono delle pratiche di mutualità per tutti, se tutti accettano che chi lavora deve avere dei diritti».

Daria De Laurentiis