«Lasciata a casa senza un motivo»

9 Marzo 2017

Il sindacato Slai manifesta a Chieti per difendere Luciana Tulipani

CHIETI. Non lavora da sette mesi perché ancora in attesa di una visita medica intimata dall’azienda Sevel. Che ha dispensato la dipendente Luciana Tulipani dall'attività lavorativa dal 4 agosto scorso, «in attesa dei relativi esiti sanitari» e «ferma restando la retribuzione» si legge sulla lettera inviata alla donna il 3 dello stesso mese. E ancora: «In relazione al suo stato di idoneità fisica ed alla mansione da assegnarle, le comunichiamo che la Sevel Spa avanzerà, nei prossimi giorni, istanza di visita medica ex articolo 5 legge 300/70 al competente Uoc di medicina legale dell'Asl Lanciano, Vasto, Chieti». Ma i mesi passano e gli accertamenti non arrivano.

Se n'è accorto lo Slai, il sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale Cobas, i cui membri, ieri, si sono recati con la dipendente e collega negli uffici dell'ex Pediatrico in via Nicolini, chiedendo di incontrare il direttore del dipartimento di prevenzione Giuseppe Torzi: «Luciana ha conseguito una malattia professionale, ma è stata collocata dall'azienda in postazioni lavorative non compatibili. Fino a quando la direzione è ricorsa all'articolo 5» dice Giordano Spoltore dei Cobas «continua ad essere retribuita, pur non andando a lavorare: perché dopo sette mesi nessuno le ha dato notizie, lasciandola a casa?», Dal sindacato cercano risposte sulle tempistiche e chiarezza sui procedimenti: «Chiedete agli uffici di competenza. Noi non trattiamo casi come questi: dovete rivolgervi al dipartimento di medicina legale» rispondono sia Torzi sia il direttore del dipartimento di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro Domenico Cocomazzi, entrambi seduti con i membri Slai e con la Tulipani attorno a un tavolo: «Domandate alla Sevel se questa richiesta è stata fatta» aggiunge Cocomazzi «se l'hanno inoltrata e siamo stati noi degli uffici gli inadempienti ce ne assumeremo la responsabilità» continua Torzi. Alla fine si scopre il nome del direttore di medicina legale, che viene contattato dagli uffici stessi e si conclude così la «giornata di lotta per la libertà e l'emancipazione di tutte le donne» indetta con uno sciopero globale dal sindacato: «Già da oggi dovremmo ricevere risposte. Capiremo se la richiesta della Sevel è stata protocollata dagli uffici competenti. Qualora così non fosse, daremo mandato ai legali per chiarire la situazione» conclude Spoltore.

Edoardo Raimondi