Laudazi: altri operatori affianchino la Sasi

Vasto. Carenza di acqua, proposta del consigliere comunale per risolvere il problema della crisi idrica
VASTO. «Supportare la Sasi con l’intervento di altri operatori, pubblici o privati, da scegliere con un bando e da coinvolgere rapidamente con un apposito accordo di programma, che consenta di adeguare gli impianti malridotti nel termine massimo di 12 mesi». A lanciare la proposta è Edmondo Laudazi, consigliere comunale della lista civica “Il Nuovo Faro”. Dopo la crisi idrica e il grave disagio subito dai cittadini durante le festività natalizie, il tema continua a tenere banco in città con l’auspicio che alle tante chiacchiere di questi giorni seguano fatti concreti.
«La vicenda si è caratterizzata sia per la riscontrata carenza del prezioso liquido potabile, giunta a livelli che non era immaginabile nemmeno pensare in inverno, sia per la evidente difficoltà manifestata dagli amministratori vastesi non solo a giustificare gli inconvenienti, ma addirittura a sottovalutarli fino al punto di non predisporre alcun intervento palliativo o, almeno, di informare la popolazione della grave situazione che si è andata creando nei numerosi giorni di mancanza del servizio potabile», sostiene Laudazi, secondo il quale «è intollerabile che il sindaco Francesco Menna si limiti a rivolgere i soliti appelli alla Regione Abruzzo e al governo nazionale, dopo che per anni ha negato persino la esistenza del problema, giustificando inefficienze ed omissioni pluriennali di Sasi, Isi, Ersi e Ato, e nonostante le ripetute sollecitazioni ricevute in consiglio comunale. Ci pare sia giunta l’ora», sottolinea Laudazi, «che la manifestata incapacità programmatoria del gestore pubblico Sasi e dei soci proprietari delle reti nel nostro bacino, venga supportata dalla azione di supplenza di altri operatori pubblici o privati, da scegliere con un bando pubblico e da coinvolgere rapidamente, con un apposito accordo di programma, che consenta di adeguare gli impianti malridotti, nel termine massimo di 12 mesi. Non improbabili interventi da elemosinare, ma semplice riequilibrio della spesa, tramite il migliore utilizzo compensativo di quota parte delle tariffe pagate anche dai vastesi negli ultimi 20 anni. In questo ipotizzabile tempo, sarà possibile almeno realizzare un nuovo adduttore principale nella tratta Casoli-Monteodorisio per portare un quantitativo maggiore di acqua nel Vastese, e risolvere o almeno attenuare il cuore della la crisi in modalità sopportabili per la utenza», conclude Laudazi. (a.b.)
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