Lavori al Turchino? Importo inadeguato: il bando va deserto

5 Marzo 2015

SAN VITO CHIETINO. «Un’opera non economicamente vantaggiosa». Questa la risposta delle ditte invitate dal Comune a partecipare al bando per l’affidamento dei lavori di ricostruzione del trabocco...

SAN VITO CHIETINO. «Un’opera non economicamente vantaggiosa». Questa la risposta delle ditte invitate dal Comune a partecipare al bando per l’affidamento dei lavori di ricostruzione del trabocco Turchino. Un altro schiaffo alla “macchina pescatoria” cara a Gabriele D’Annunzio e da lui cantata nel “Trionfo della Morte”. O almeno a quei pochi piloni rimasti ancora aggrappati agli scogli e ai rimasugli della passerella non colata a picco col resto del trabocco la notte del 26 luglio scorso. Il crollo, poco dopo l’annuncio della sua ristrutturazione dopo 10 anni di oblio; l’inchiesta della Procura di Lanciano ancora aperta col sindaco indagato per un reato ambientale legato alla distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione oltre al presunto reato dell’obbligo giuridico di impedire l’evento equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni; il rifiuto da parte dell’amministrazione comunale delle acacie lancianesi e l’approvvigionamento costato 15.500 euro di piante autoctone: ora il “non ci conviene” riposto dalle ditte che partecipavano al “bando” fatto dal Comune.

Insomma il Turchino non s’ha da ricostruire? Il mese scorso il Comune dopo aver ottenuto il dissequestro della documentazione sui lavori di ricostruzione per non perdere i finanziamenti regionali, 75mila euro quali fondi europei per la pesca gestiti dalla Regione in collaborazione con il Gac “Costa dei Trabocchi” aveva fatto il bando. Un bando da circa 150mila euro perché ai 75mila erro regionali si devono aggiungere altri 75mila euro che deve trovare il Comune attraverso un mutuo.

«Abbiamo rifatto il bando», spiega il sindaco Rocco Catenaro, «perché precedentemente era stata incaricata una ditta per la ristrutturazione del Turchino, invece ora si tratta di ricostruzione, di un progetto nuovo. Inoltre lo prevedeva il finanziamento regionale una gara ad evidenza pubblica. Le ditte hanno risposto che l’importo indicato non era adeguato, non economicamente vantaggioso. Una risposta che ci ha lasciato perplessi anche perché volevamo affidare subito i lavori». Davvero 150mila euro non bastano per ricostruire il trabocco? Nel 2004, anno in cui ci fu l’ultima ristrutturazione della macchina - che è al vaglio della Procura - il Comune spese 53.017 euro. Oggi occorre il triplo. «Domani mattina (oggi per chi legge, ndc) invieremo una richiesta di autorizzazione alla Regione», annuncia Catenaro, «in cui chiederemo di procedere con un affidamento diretto, sempre secondo la legge. L’obiettivo è di accelerare per iniziare i lavori al più presto e avere il trabocco pronto per l’estate». Una corsa contro il tempo. Un tempo che servirà anche per reperire gli altri fondi dal Comune visto che il progetto delle sponsorizzazioni pare essere naufragato visto che ai due bandi fatti per la sponsorizzazione nessuno si è fatto avanti.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA