Lavori case popolari: trenta mesi di ritardi La rabbia dei residenti

Settanta famiglie del villaggio Celdit tornano a protestare «Togliete le impalcature, qui sembra di vivere in prigione»
CHIETI. Trenta mesi di lavoro ma la ristrutturazione delle case popolari dell’Ater di via Pescara non vede ancora la fine. Con tantissimi disagi per la settantina di famiglie che le abitano e che hanno deciso di tornare a protestare in strada.
Lo avevano già fatto a ottobre dell’anno scorso, quando chiedevano di togliere le impalcature davanti alla facciata, e sono tornati a farlo ancora oggi per denunciare le stesse cose: lavori lenti, fatti non a regola d’arte e, soprattutto, il problema delle impalcature. Tolte dopo le proteste di un anno fa davanti alla facciata principale, ora da mesi affliggono con la loro presenza il retro delle palazzine. E così tornano a protestare i residenti di via Pescara, nel cuore del villaggio Celdit: sette condomini ai numeri civici 156, 158, 160, 162, 164, 166 e 168. I lavori di ristrutturazione sono partiti 30 mesi fa e procedono a rilento. «Ci sentiamo abbandonati», dice il residente Antonio La Corte, «siamo arrabbiati e dispiaciuti, anche perché nelle palazzine di fronte alle nostre i lavori procedono spediti. Il cantiere provoca molti disagi. Manca ordine e pulizia: c'è uno spazio diventato ricettacolo di sporcizia e di topi. Mentre le impalcature sono diventate un invito per i ladri che spesso e volentieri le utilizzano per entrare negli appartamenti».
Sono sei mesi che l’impalcatura è stata montata sulla seconda facciata. «Con tutta questa roba davanti alle finestre mi sembra di vivere sotto terra o di essere tornato in carcere, dove ho lavorato per 42 anni. Con il gran caldo di questa estate ce la siamo vista brutta», dice il poliziotto penitenziario in pensione Gabriele Melideo. «O le tolgono, oppure le buttiamo giù noi», dice Delvasio Di Muzio, altro residente esasperato. Gli inquilini hanno parlato un mese fa con il direttore Ater Giuseppe D’Alessandro, che ha promesso interventi entro due settimane. Ma a un mese di distanza non è successo nulla. Per questo motivo i residenti sono tornati a protestare e anche questa volta al loro fianco c'erano la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Barbara Stella e il capogruppo in Comune M5s, Luca Amicone.
«Sono passati quasi tre anni dall’avvio del cantiere per il rifacimento delle facciate di questo edificio», dice la consigliera Stella, «e i lavori non sono ancora finiti. E anzi sono stati anche realizzati male, perché l’intonaco in alcune zone si sta già staccando dalle pareti. I residenti hanno tutte le ragioni per protestare ed essere arrabbiati, anche perché il cantiere si è fermato tante altre volte; l’anno scorso c’è stato uno stop di 9 mesi, con le impalcature montate a lavori fermi che hanno causato disagi in termini di decoro, pulizia e anche di sicurezza. I residenti si sentono presi in giro». La consigliera ha già proposto una interpellanza in consiglio regionale: «L’assessore competente Mario Quaglieri», sottolinea Stella, «ad aprile di quest’anno ho chiesto le ragioni dei ritardi, i tempi di fine lavori e la programmazione della Regione per la manutenzione delle case popolari di questo quartiere. In quell’occasione non mi è stata data alcuna risposta di merito, solo una breve nota stampa, a distanza di una settimana che non ha chiarito tanti dubbi».
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