Lavori da 11 milioni, il governo dice sì

3 Dicembre 2017

Firmato l’accordo tra Comune e Consiglio dei ministri: arrivano i fondi per terminal bus, piazza San Giustino ed ex Berardi

CHIETI. Le firme sull’accordo da oltre 11 milioni di euro tra il Comune e il governo ci sono: l’iter dei grandi lavori a Chieti compie un passo in avanti. Un passaggio decisivo per dare il via al piano del sindaco Umberto Di Primio per cambiare faccia alla città, a partire da piazza San Giustino. A firmare la convenzione con la quale il governo si impegna a trasferire al Comune 11.172.890 euro sono stati il segretario generale della presidenza del consiglio dei ministri Paolo Aquilanti e il sindaco. Proprio Di Primio, domani alle 11,30 in municipio, svelerà i dettagli del piano chiamato Riqualific@teate.
Sono tre i punti fermi del progetto del Comune: il primo è la riqualificazione del collegamento pedonale del terminal bus; il secondo è la riqualificazione di piazza San Giustino che, in base ai piani dell’amministrazione, non dovrebbe più essere un parcheggio ma un luogo di aggregazione; il terzo è la riqualificazione dell’isolato dell’ex caserma Berardi e dell’area dell’ex scuola media Vicentini.
In relazione a quest’ultimo progetto, è prevista la realizzazione di un parcheggio seminterrato in una porzione dell’ex caserma in adiacenza a via Valignani, via Rapino e via Ferri; progettata anche la sistemazione della viabilità interna al complesso e la realizzazione di un collegamento trasversale dell’isolato Berardi con via Valignani e via Ferri; prevista anche l’«ottimizzazione» dei parcheggi a raso e la realizzazione di un nuovo parco; progettata anche la riqualicazione dell’area dell’ex scuola Vicentini da destinare ad attrezzature sportive/ricreative comunali a servizio delle scuole».
La convenzione firmata da governo e amministrazione dice che il progetto presentato dal Comune «è stato positivamente valutato e per la realizzazione è assegnatario di un finanziamento a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione»: la cifra assegnata è di 11,7 milioni. La convenzione mette per iscritto che non sono a disposizione altri fondi: «È a carico dell’ente beneficiario ogni e qualsiasi maggiore onere economico». L’accordo detta termini precisi per l’approvazione dei progetti definitivi ed esecutivi e non ammette perdite di tempo: in caso di «grave ritardo», il governo può «sospendere» e «revocare» il finanziamento. L’imperativo è fare presto: subito dopo la registrazione della convenzione da parte della Corte dei Conti, sindaco e giunta avranno 60 giorni per approvare i progetti. Inoltre, la presidente del consiglio dei ministri chiede al Comune di conoscere ogni dettaglio sull’andamento dell’iter burocratico, prima, e dei lavori, poi.
Con la convenzione è stato nominato anche il responsabile unico del procedimento: si tratta dell’architetto Ivonne Elia. (p.l.)
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