Lavori flop alle case popolari: ora l’Ater promette soluzioni

10 Ottobre 2024

Sopralluogo del presidente Comini dopo la denuncia degli inquilini sui ritardi infiniti nelle opere:  «C’è un contenzioso aperto con la ditta, abbiamo già trovato i fondi per completare l’intervento»

CHIETI. Appresa la notizia della protesta degli inquilini delle case popolari di via Pescara, il presidente Ater, Luigi Comini, decide di andare di persona a vedere la situazione. Il sopralluogo c’è stato ieri mattina: Comini è andato con i tecnici dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale e ha parlato con alcuni residenti dei sette palazzi sottoposti alla ristrutturazione. Per gli inquilini si tratta di un cantiere infinito, con lavori fatti male e in alcuni casi non realizzati e con operai che non si vedono più dallo scorso mese di luglio. I residenti hanno chiesto un incontro con il presidente Ater e lui, prima ancora di convocare vertice, si è precipitato sul posto.
«Provvederò a convocare l’incontro come da richiesta appresa dal vostro giornale», assicura. Anche se a suo avviso ci sono «esagerazioni» nell’atteggiamento di chi ha protestato. Per quanto riguarda i rapporti con la ditta aquilana Circi, che sta portando a termine l’intervento a seguito dei danni provocati dal sisma 2009, Comini rivela che c'è un contenzioso aperto. A maggio scorso è infatti partita una diffida da parte dell’Ater nei confronti della ditta. «La ritinteggiatura non è stata fatta a regola d’arte», dice Comini, «su alcuni balconi non si è lavorato bene e poi abbiamo registrato una mancata sorveglianza del cantiere, cosa che la ditta era tenuta a fare. A maggio l’Ater ha diffidato la ditta a ultimare i lavori, pena la risoluzione del contratto. Da parte nostra, abbiamo cercato di snellire l’iter di pagamento, visto che i fondi venivano trasferiti dall’Ufficio per la ricostruzione al Comune che a sua volta doveva girarli all’Ater. Un iter farraginoso, da noi snellito con una convenzione per accorciare i tempi. La riconsegna dei lavori era fissata al 31 ottobre 2023, dunque il ritardo è di circa un anno». Ma a questo punto Comini fa una sottolineatura, spiegando che all’origine del ritardo c’è una mancata decisione da parte degli stessi condomini: «Ciò che ha fatto perdere tanto tempo è la richiesta di accesso al superbonus, richiesta su cui i condomini non hanno saputo esprimersi in tempi brevi. Per questa ragione i lavori sono stati sospesi a luglio del 2021 fino a maggio 2022». Al di là dei ritardi, all’Ater non piace come sono state realizzate le opere. Una perizia suppletiva di assestamento finale propone una serie di lavori per sanare le criticità che per l’Ater saranno a costo zero, grazie al fatto che la ditta può chiedere l’adeguamento dei prezzi al ministero: «Con le risorse che potranno arrivare per l’adeguamento», dice Comini, «potremo fare le lavorazioni aggiuntive e sanare le criticità lamentate».
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