Lavori nell’ex caserma Pierantoni, restano senza sede 34 associazioni

Il Comune invia una lettera ai gruppi per annunciare l’imminente avvio delle opere di ristrutturazione L’avviso: «Entro il 30 novembre vanno lasciati i locali». Nasce un comitato per trovare una soluzione
CHIETI . Trentaquattro associazioni, con circa 3.500 iscritti, si troveranno presto senza sede. Sono i sodalizi della ex caserma Pierantoni, in procinto di diventare uno studentato universitario da 200 posti, grazie a un maxi progetto targato Comune, Regione, Azienda per il diritto allo studio e università d’Annunzio. Dal 2017 le associazioni sanno che devono lasciare lo stabile, ma di anno in anno la scadenza è sempre slittata. Ora, invece, sembra che il progetto stia per diventare realtà.
Le associazioni lo hanno scoperto con una lettera inviata dal Comune: «Si comunica», si legge nella lettera, «che a breve cominceranno complessi lavori di ristrutturazione dell’ex caserma. In funzione di tale impellente pubblica motivazione avrà termine la possibilità di usufruire dell’immobile comunale, pertanto l’associazione è invitata a riconsegnare le chiavi della stanza attualmente occupata entro il termine perentorio del 30 novembre 2021. Contestualmente si informa che verranno cambiate le chiavi del portone di ingresso e che non sarà più possibile parcheggiare all’interno della ex caserma». Insomma, uno sfratto in piena regola. Le associazioni si sono riunite mercoledì sera per decidere il da farsi. È nato un comitato che ha come portavoce Pino Michetti, presidente dell’associazione Capolinea 2: «Non siamo contro la realizzazione dello studentato in città», dice Michetti, «tanto più perché ormai sembra sia cosa fatta, ma ci spiace che la comunicazione sia stata fatta in questo modo. Ci aspettavamo quanto meno un incontro, anche per poter parlare di possibili sedi comunali alternative. D’altronde il problema era stato sollevato anche durante la campagna elettorale ed erano stati prospettati ben altri scenari».
«Non vogliamo certamente fare polemiche», aggiunge Antonio Potere, responsabile della compagnia di teatro dialettale I Marrucini, «cerchiamo solo di risolvere il problema della sede, dopo che l’emergenza Covid ci ha costretti a stare fermi per tanto tempo». «Scriveremo una lettera al Comune», aggiunge Bruno Di Crescenzo, responsabile del Gem, Gruppo escursionisti Maiella, «in cui inviteremo l’amministrazione comunale a venire da noi, a vedere chi siamo e cosa facciamo. Così si capirà quanto è importante poter contare su una sede comunale per non far disperdere un patrimonio tanto importante per la vita sociale e sportiva della città».
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