Lavori per il concerto di Jovanotti, contestate le opere a Fosso Marino

Pellegrini, presidente della Stazione ornitologica: «Danni alla vegetazione e ai nidi del fratino» Dal Comune nessuna replica. Per gli interventi vicino al pontile, l’ente ha impegnato 90mila euro
VASTO. È stata distrutta la vegetazione ripariale, caratterizzata dalla presenza della “Cannuccia di palude” e spianato un sito dove nidifica il fratino. Sono entrate in azione ieri mattina le ruspe della ditta Edilflorio di Vasto che dal Comune ha avuto in appalto i lavori di manutenzione ordinaria di Fosso Marino, il canale che sfocia in piena spiaggia, vicino al pontile, e che ricade nel tratto di litorale dove il 19 e 20 agosto prossimi si svolgerà il Jova Beach 2022. Gli interventi, che secondo l’amministrazione comunale dovrebbero risolvere un annoso problema, vengono però contestati dalla Stazione ornitologica abruzzese (Soa), ad avviso della quale «è stato fatto l’esatto opposto, alla faccia di decenni di chiacchiere sulla tutela della biodiversità e sulla sostenibilità ambientale».
Nessuna replica dal Comune, dove gli amministratori non hanno voluto commentare l’intervento degli ambientalisti. «È stata distrutta la vegetazione che sul mercato viene venduta a caro prezzo per la fitodepurazione», attacca Massimo Pellegrini, presidente della Soa, «la Cannuccia di palude viene venduta a 6,9 euro a vaso sul web per il suo impiego in fitodepurazione, ma il Comune di Vasto spende 90mila euro di denaro pubblico per distruggerne centinaia di esemplari alla foce di Fosso Marino. Lì sono partiti i lavori che stanno spianando anche la vegetazione naturale delle spiagge, sulla carta protetta. Il tutto in un'area destinata dal piano demaniale marittimo a rinaturalizzazione. Pensare di "bonificare" spianando tutto è a nostro avviso da Medioevo dell'ecologia, perché peggiora la situazione favorendo le specie opportuniste come zanzare e ratti», incalza Pellegrini, «lì bisognava spendere denaro per intercettare gli scarichi fognari abusivi e sanzionare i responsabili; eliminare per quanto possibile lo scatolare di cemento che in parte tomba il corso d'acqua; raccogliere a mano i rifiuti; lasciare la vegetazione delle sabbie alla naturale evoluzione; mettere staccionate e cartelli esplicativi didattici per spiegare l'importanza della vegetazione e illustrare le specie che abitano la spiaggia. Stiamo parlando di un posto dove l'anno scorso ha nidificato il fratino, come da noi segnalato a Comune, Regione e Capitaneria. È ovvio che nella stagione riproduttiva che sta per iniziare ben difficilmente potranno esserci nidi in un ambiente ormai completamente alterato. Però potranno farci il Jova beach party», conclude il presidente della Stazione ornitologica abruzzese. (a.b.)
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