Lavoro da casa: adesso è polemica

6 Agosto 2020

Vasto. Riunita la Commissione di vigilanza su rifiuti e personale del Comune

VASTO . Dalla gestione del personale durante l’emergenza Covid-19 alla produzione di rifiuti che nei mesi di marzo ed aprile è aumentata di 51 tonnellate, nonostante il lockdown che ha tenuto chiuse 867 attività commerciali tra bar, pizzerie, pub, negozi, ristoranti, acconciatori ed estetiste. Sono state queste le tematiche affrontate durante la Commissione di vigilanza presieduta da Vincenzo Suriani (Fratelli d’Italia). Nel corso della riunione sono stati ascoltati i dirigenti e l’assessore alle politiche ambientali Paola Cianci, chiamata a riferire sull’aumento dei rifiuti durante il lockdown. «Sono stati forniti i chiarimenti richiesti in merito alla raccolta differenziata», spiega Suriani, «spetterà adesso ai commissari stendere una relazione sugli argomenti trattati».
Sulla gestione del personale durante la fase dell’emergenza ha riferito il dirigente Vincenzo Toma nel corso della sua audizione. «Diversi consiglieri di minoranza e di maggioranza hanno espresso la loro preoccupazione di fronte a tutta una serie di aspetti gestionali, dallo smart working al mancato godimento delle ferie pregresse in periodo emergenziale», annota il presidente della Commissione, «sulla questione sono stati richiesti approfondimenti che il dirigente si è impegnato a fornire».
Su questo aspetto sono intervenuti i consiglieri comunali della Lega, Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro. «È stato molto interessante ascoltare dalla viva voce di Toma, che oltre il 50% dei dipendenti comunali è in smart working, cioè presta servizio da casa», commentano i due leghisti, siamo rimasti allibiti e abbiamo compreso lo sconforto e la rabbia di migliaia di cittadini vastesi che ormai da mesi trovano gli uffici comunali chiusi e non sanno a che santo votarsi. Aspettano mesi per avere una carta d'identità e hanno la sensazione, soprattutto gli autonomi e i dipendenti del privato, di essere figliastri e non figli. Vedono la grande differenza tra le enormi garanzie dei garantiti e la loro totale mancanza di garanzie. Non è giusto nei confronti di tutta la popolazione vastese. Se anche i consigli comunali sono tornati nella loro sede naturale, cioè nell'aula Vennitti, non si comprende perché tanti dipendenti debbano lavorare da casa. È necessario, sempre nel rispetto della sicurezza, tornare in ufficio per garantire tutti i servizi di cui hanno bisogno i cittadini vastesi», concludono Cappa e D’Alessandro. (a.b.)
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