Le 26 associazioni sfrattate: «Il Comune ci dia una sede»

I sodalizi dovranno lasciare la struttura a febbraio, quando partiranno i lavori per realizzare una residenza universitaria. Febo: «Troveremo una soluzione»
CHIETI. Ventisei associazioni, con migliaia di iscritti, senza più una sede. L’ex caserma Pierantoni diventerà uno studentato universitario da 200 posti letto, l’iter dei lavori sta per partire, e le associazioni devono sloggiare. Il Comune ha inviato una lettera di sfratto, «a contratti già scaduti», ha sottolineato la consigliera delegata al patrimonio Silvia Di Pasquale, che prevede che le associazioni debbano lasciare la sede a fine novembre. E ora le associazioni chiedono una nuova sede. Ieri nell’ex caserma si è svolto un incontro alla presenza della stessa Di Pasquale, del presidente del consiglio comunale Luigi Febo e dei due consiglieri Serena Pompilio (Azione Politica) e Giampiero Riccardo (Chieti Viva).
«Chiediamo al Comune di trovarci un’altra sede», ha detto Pino Michetti, presidente dell’associazione Il Capolinea, e portavoce delle associazioni della Pierantoni, «chiediamo di non lasciare disperdere un patrimonio sociale e culturale, oltre che di volontariato a servizio della città, come questo. Bisogna trovare subito una soluzione». Il presidente Febo ha subito riconosciuto «il valore socio-culturale delle associazioni. Voi», ha detto, «spesso vi sostituite anche alla pubblica amministrazione laddove quest’ultima non riesce ad arrivare. E di questo importante lavoro vi va dato atto. Come Comune vogliamo farci carico di questa situazione, sebbene non abbiamo un grande patrimonio da mettere a disposizione. Ma non possiamo bloccare il progetto dello studentato universitario, iniziativa importante per la città e soprattutto per la parte alta che attende da anni il ritorno degli studenti. La stazione appaltante dei lavori è l’Adsu, l’Azienda per il diritto allo studio universitario».
E dunque, visto che non è il Comune ma l’Adsu a dettare i tempi, formalmente la data di sfratto resta quella del 30 novembre, anche se informalmente si è capito che le associazioni potranno rimanere fino a fine febbraio. Entro quella data Di Pasquale e Febo si sono impegnati a fare al più presto un censimento degli immobili vuoti a disposizione e a fare un bando per assegnarli alle associazioni. «A tutte le associazioni», ha tenuto a ribadire Di Pasquale, «non solo a quelle della Pierantoni. Perché ce ne sono tante altre in città che cercano una sede». La gran parte degli edifici vuoti presenti in città è, però, inagibile. Si è dunque deciso di esplorare anche altre possibilità, andando alla ricerca di spazi di proprietà di altri enti, dalla Curia, alla Provincia. Le associazioni hanno preso possesso dell’ex caserma oltre 10 anni fa. All’inizio erano quarantina, la caserma di 18mila metri quadri offriva spazi per tutti. Ieri erano presenti all’incontro, oltre il portavoce Michetti, Eugenio Di Caro, presidente dell’associazione Percorsi, Sandro Carosella ed Enzo De Palma, presidente e vicepresidente dell’associazione Le Sauvage, Antonio Potere e Ambra Porreca, presidente e componente dell’associazione di teatro dialettale I Marrucini nonché presidente regionale e vicepresidente della Fita, la federazione italiana di teatro amatoriale, Ilaria Di Iorio, consigliera dell’associazione pugilistica Diodato, Giovina Tomassi, presidente associazione Sacro e Profano, Raffaele Zuccarini, presidente del Fotoclub, il maestro Giuseppe Pezzulo, presidente dell’Associazione filarmonica abruzzese, Paolo Alberti presidente della Happy Dance Teate, e Ugo Crocetti, presidente della Vita e Sport dedicata ai diversamente abili.
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