Le associazioni vanno in piazza: «Liste d’attesa troppo lunghe»

Le famiglie sono pronte a presentare un ricorso al Tar: «Centinaia di bimbi aspettano una visita» Manifestazione il 15 marzo davanti all’ospedale. Un mese fa la prima richiesta d’incontro alla Asl
CHIETI. Troppo silenzio, assenza di risposte e liste di attesa che lievitano di giorno in giorno. È «l’indifferenza» del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, a spingere le associazioni del settore a protestare il 15 marzo prossimo, davanti all’ospedale di via dei Vestini.
LA PROTESTA
«Noi ce l’abbiamo messa tutta, ma considerato che le buone maniere e l’educazione non sono bastate, faremo una manifestazione». È Maria Helene Benedetti, presidente dell’associazione Asperger Abruzzo, ad annunciare ieri «la prima di tante manifestazioni pubbliche» per dare voce all’indifferenza mostrata nei confronti delle associazioni del settore e delle centinaia di famiglie e di bambini che aspettano una visita neuropsichiatrica. Le proteste saranno diverse. «Le faremo in vari luoghi in base alle persone di competenza che non ci hanno dato ascolto», annuncia Benedetti. Ma se la questione dovesse andare troppo per le lunghe, le associazioni presenteranno un ricorso al Tar. «Quando il dialogo non si vuole instaurare, l’ultima parola spetta ai giudici», dice Federico Gallucci, presidente dell’Associazione Theate Magnum e Gente d’Abruzzo.
LA RICHIESTA
La delibera presentata lo scorso 14 febbraio dalle associazioni in cui si chiedeva di aprire un tavolo istituzionale per risolvere i problemi in ambito di neuropsichiatria ha ricevuto il sostegno del presidente della provincia di Chieti, del sindaco di Chieti e del prefetto, ma non è stata presa in considerazione dai destinatari. Le associazioni, portavoce delle famiglie, chiedevano di aprire un dialogo con il direttore della Asl 2 per discutere e collaborare insieme nel risolvere problemi non più rimandabili. «Siamo sempre stati animati da un senso di profonda correttezza e di buon senso», spiega Gallucci, «forse la nostra richiesta è stata male interpretata e vista come un atto di debolezza, ma in realtà è stato un atto di garbo».
Sono passate poco più di tre settimane dalla delibera e da parte della Asl 2 non c’è stata nessuna risposta. Da una parte ci sono le associazioni che lamentano l’inadeguatezza della neuropsichiatria infantile e dall’altra, prosegue Gallucci, «la direzione Asl continua a dire che va tutto bene, che ci sono posti letto per tutti e personale».
I PROBLEMI
Ma le lunghe liste di attesa testimoniano la criticità di un settore in cui la tempestività di azione è vitale. «Non si può dire ad una mamma che deve attendere un anno per avere la diagnosi del suo bambino», dice Gallucci, «è un atto grave di insensibilità nei confronti delle famiglie. Non lo riusciamo a comprendere».
All’incontro di ieri era presente anche Walter Palumbo, coordinatore del comitato civico salute pubblica di Chieti, che di fronte alle evidenti criticità del reparto di Atessa ricorda i problemi della sanità italiana. «Capitiamo in un momento in cui la sanità italiana è in pericolo per la carenza di risorse», dice, «sarebbe auspicabile che i direttori a livello regionale prendano di petto questa situazione e confessino di non avere risorse e personale». Le problematiche del reparto ricadono sulle cure destinate ai bambini affetti da gravi patologie che, sottolinea Anna Gloria Di Leo, presidente associazione Inclusiamo, «le famiglie devono sostenere fuori regione a loro spese, anche se spesso non possono permettersele. Bisogna ragionare su un piano economico sociale di una famiglia media». All’incontro erano presenti anche Alessia Stipani, presidente associazione Cromosoma della felicità, Renato Abate, presidente dell’Aido di Chieti, e Silvia Santangelo, del comitato spontaneo mamme.
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