Le auto del Comune in abbandono, ma è stangata per il bollo

1 Ottobre 2021

Bloccati da anni cinque scuolabus e camion per i lavori Ferma anche la macchina di rappresentanza del sindaco

CHIETI. C’è la macchina di rappresentanza del sindaco abbandonata da oltre 10 anni: la Lancia Thesis usata con l’amministrazione di Francesco Ricci, ricoperta di polvere, adesso sembra bianca anche se è di colore nero; poi ci sono un’Alfa Romeo 156, 5 scuolabus, una Moto Guzzi della polizia municipale, furgoni e un camion della Teateservizi. Sono decine i mezzi abbandonati che il Comune non usa più ma che costano soldi alle casse pubbliche, almeno per il pagamento del bollo. A denunciare la situazione «critica e imbarazzante» del parco auto comunale sono le consigliere Silvia Di Pasquale e Gabriella Ianiro del gruppo Chi Ama Chieti: «Abbiamo cominciato ad effettuare una verifica di ogni singolo veicolo», dicono, «valutando la possibilità di sistemarli oppure sfruttare gli incentivi statali per convertire parte del parco auto comunale in elettrico, risparmiando carburante, bollo auto e manutenzione». Il Comune che viaggia verso il predissesto ha l’obbligo di tagliare le spese, a partire da quelle inutili. Poi, se possibile, un altro obiettivo è ammodernare i mezzi.
«Dopo un sopralluogo effettuato», dice Ianiro, «ho notato l’incuria e l’abbandono dei mezzi di proprietà comunale. Il parco auto, da una prima analisi di massima, è composto da oltre 80 mezzi di proprietà, ma circa il 60% non è fruibile perché vetusto, ammalorato e abbandonato in officine private. Ho potuto visionare diversi veicoli nel piazzale di una officina privata che stazionano lì da diversi anni, senza una idea di collocamento degli stessi, ammesso che si possano e convenga sistemarli».
Anche le auto blu sono ferme: «La macchina di rappresentanza del sindaco, una Lancia Thesis, pare sia abbandonata da circa 10 anni senza una precisa e valida motivazione», dice Di Pasquale, «stiamo lavorando per portare l’autoparco a zero impatto ambientale, sfruttando gli incentivi statali, riducendo i costi di gestione e manutenzione. L’obiettivo», continua, «è quello di recuperare quanto più possibile i mezzi necessari e funzionali all’ente sfruttando gli incentivi statali, azzerando i costi di gestione riferiti a bolli, assicurazioni e revisioni e recuperare quanto più possibile dalla rottamazione o vendita dei veicoli non funzionali ridando dignità ad un ente che da troppi anni è stato umiliato anche sotto questo aspetto, affatto secondario».
Le consigliere di Chi Ama Chieti chiudono con una nota polemica verso la precedente amministrazione di Umberto Di Primio che ha guidato la città per 10 anni: «Questa amministrazione intende invertire l’appiattimento e il menefreghismo precedentemente adottati con attività concrete, le quali anche se possono sembrare di minore importanza, invece stravolgono l’immagine che vogliamo e dobbiamo dare della nostra città». (p.l.)