Le aziende: no alla discarica ampliata

Gli imprenditori: non è un ingrandimento ma un nuovo progetto per accogliere pattume anche da altri territori
LANCIANO. «Non è un semplice progetto di ampliamento, ma una nuova discarica che non servirà a soddisfare solo le esigenze di questo territorio». Gli imprenditori del distretto di Cerratina, a Lanciano, e di Mozzagrogna si appellano ad amministratori e forze politiche locali per fermare l’allargamento dell’impianto, come prospettato da EcoLan. L’occasione è l’incontro, organizzato nella sede di Confindustria in Val di Sangro, con sindaci, assessori e consiglieri comunali dei due Comuni che ospitano l’attuale discarica e quelli del comprensorio.
GLI IMPRENDITORI. Compatto il fronte degli imprenditori, tra cui rappresentanti di Pierburg e Compi, Mdb e Cam, Icom e Air Moving. Negata invece la partecipazione ad Alessandro Di Francesco, presidente di Ecologica Sangro, gestore dell’attuale discarica. «C’è un odore pungente e acre, che si mette alla gola dei lavoratori», dice Camillo Marchione di Baomarc. «Un giorno è capitato che la puzza che arrivava nel rilevatore di gas spegneva la caldaia degli uffici, come se ci fosse perdita di metano», racconta Giovanni Ramacieri di Pierburg, «questo è quello che viviamo in azienda. Pierburg è ferma e decisa a non volere questo ampliamento». «Facciamo fatica a ricevere le rappresentanze estere», aggiunge Filippo Marfisi di Cam, «ci sono strade che ci fanno vergognare e ora il problema della discarica. Stavamo sistemando il nuovo capannone in zona, ma abbiamo fermato tutto». «Quello che ci preoccupa sono i dati», dice Adelio Cianfrone, titolare dell’hotel Castel di Septe, «80mila tonnellate di rifiuti extraconsortili e circa 5mila dei Comuni aderenti ad EcoLan: questo ampliamento è un progetto più ambizioso per soddisfare le esigenze non solo delle altre province abruzzesi, ma probabilmente anche extraregionali. A Cerratina ci sono 1.500 addetti, aziende del settore automotive ma anche alimentari come Cinquina e De Cecco. Già oggi assistiamo, nelle ore del conferimento dell’immondizia, a una nube maleodorante e alla presenza di gabbiani».
L’ESPERTO IN AMBIENTE. «Oggi, formalmente, un progetto non è stato presentato», spiega l'avvocato Leonardo Filippucci di Macerata, esperto in materia ambientale a cui gli imprenditori si sono affidati, «in ogni caso avrebbe dovuto essere partecipato con il territorio fin dalle prime battute. Non è un semplice ampliamento, si parla di impegnare un’area di 20 ettari, distinta e maggiore di quella attuale. È un nuovo progetto di discarica in un territorio interessato già da un forte impatto ambientale. Visti i numeri dei conferimenti consortili, i 330mila metri cubi disponibili oggi», evidenzia il legale, «basterebbero per andare avanti per diversi decenni. Dovete pretendere trasparenza: da dove vengono le 80mila tonnellate di rifiuti extraconsortili? L’ampliamento della discarica è necessario al territorio o è un affare economico?».
I SINDACI. «La decisione finale spetta alla Regione, ma i pareri delle amministrazioni locali contano», dicono gli imprenditori agli amministratori in platea. «Anche se attualmente è solo un’ipotesi, siamo contrari in modo fermo e deciso perché rappresentiamo una comunità», prende posizione il sindaco di Mozzagrogna, Tommaso Schips, «l’amministrazione è vicina a cittadini e aziende». Schierato per il no anche Gianni Di Rito, di Rocca San Giovanni. «Nell’assemblea dei soci ci è stato detto che nel giro di 3-4 anni la discarica si esaurirà e sarà emergenza», dice Emiliano Bozzelli, sindaco di San Vito, «mi sento strumentalizzato, serve un confronto con EcoLan».
IL COMUNE DI LANCIANO. Ma è dall’amministrazione frentana che si aspetta la prima mossa. Assente il sindaco Mario Pupillo, al confronto non si sottraggono il vice Giacinto Verna e l’assessore all’ambiente Davide Caporale. «Dite chiaramente qual è la posizione della maggioranza», incalza Paolo Bomba (Fratelli d’Italia), che chiede anche un consiglio comunale straordinario sul tema. Contrari alla «pattumiera d’Abruzzo» anche Forza Italia e Libertà in Azione. «Come Articolo 1 siamo contrari a una nuova discarica presentata come ampliamento», interviene l’assessore Francesca Caporale, «a gestirlo sarebbe lo stesso concessionario, con un ulteriore guadagno del privato. Invece un nuovo impianto, di proprietà e gestito da EcoLan, va individuato in un’altra zona». «Il sindaco e l’amministrazione ragioneranno sui documenti, quando ci saranno, e confrontandosi con la città», risponde Verna, «al di fuori del mio ruolo, però, posso dire che il gruppo Progetto Lanciano è contrario a una discarica che non sia consortile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

