Le aziende senza manodopera: «Manca il 40% dei braccianti»

29 Marzo 2023

Con il picco stagionale servono fino a tremila operai nei campi del Vastese: il 30% sono stranieri Copagri: «Quadruplicata la richiesta di personale extracomunitario, tempi lunghi per le domande»

VASTO. Trovare persone disposte a lavorare in campagna è sempre più difficile. Manca la manodopera. A confermare la mancanza del 40% di personale disposto a lavorare nei campi sono Camillo D’Amico (Copagri) e la Eurortofrutticola del Trigno, una cooperativa che associa centinaia di agricoltori e frutticoltori. Il comparto agricolo offre lavoro, a seconda delle stagioni, dai duemila ai tremila lavoratori. «Ultimamente la richiesta di manodopera è quattro volte superiore alla disponibilità», afferma D’Amico, «è quadruplicata la richiesta di manodopera extracomunitaria. Ovviamente va seguito un rigoroso iter burocratico previsto dalla legge. I tempi quindi sono lunghi e purtroppo le aziende agricole sono costrette a chiedere aiuto a parenti o persone andate in pensione».
«Gli italiani da diversi anni mostrano disaffezione per il lavoro nei campi», aggiunge il presidente della cooperativa Eurortofrutticola del Trigno Nicolino Torricella, «fino a qualche anno fa arrivavano tante richieste da lavoratori originari dell’Est europeo. Adesso mancano anche quelli. Lo scorso anno abbiamo faticato anche per la raccolta e spedizione delle pesche». Il problema è nazionale, come ha rimarcato nei giorni scorsi Coldiretti lanciando un vero e proprio sos. Nel Vastese la disaffezione è cresciuta negli ultimi due anni. Secondo le associazioni di categoria è solo grazie a mani straniere che si ottiene un quarto della produzione locale. La manodopera straniera fornisce il 30% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore. I lavoratori stranieri contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola. «Nel corso di un convegno nazionale», dice Torricella, «ho avuto modo di verificare che il problema è cresciuto sensibilmente. Lavorare in agricoltura non piace, è ritenuto troppo faticoso. Oramai la manodopera specializzata è introvabile e sta diventando un problema reperire anche stagionali», si rammarica il presidente di Eurortofrutticola.
Per i datori di lavoro è diventata una impresa trovare persone disposte a lavorare tutto il giorno, rinunciando al sabato e alla domenica. Un anno fa molti imprenditori avevano puntato il dito contro il reddito di cittadinanza. Ma per Copagri e Coldiretti ogni ipotesi è azzardata. La questione andrebbe studiata a fondo. Gli imprenditori invitano la politica e il movimento sindacale ad approfondire il problema che diventa sempre più preoccupante. «È necessario snellire la burocrazia e indagare per scoprire cosa accade e perché un numero crescente di persone in tutta Italia rinuncia al lavoro nel settore agricolo», conclude Nicolino Torricella.
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