Le Bandiere arancioni dal principe Alberto

2 Febbraio 2019

Turismo. Roccascalegna, Palena, Lama dei Peligni e Fara San Martino il 15 al convegno di Monaco

ROCCASCALEGNA . Roccascalegna, Palena, Lama dei Peligni e Fara San Martino parteciperanno, venerdì 15 febbraio, al convegno sul turismo organizzato dall’Associazione dei Paesi Bandiera Arancione, in collaborazione con la Fondazione “Albert II di Monaco”, il Comune del Principato di Monaco e l’ambasciata d’Italia . L’iniziativa è riservata a soli 80 comuni dell’entroterra italiano titolari del marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club. Il programma prevede alle 16, nella sala d’onore del Museo oceanografico del Principato di Monaco, il convegno sul tema “L’importanza dei piccoli comuni nel sistema turistico Italia”.
Si parlerà di mobilità elettrica, nuove tecnologie, servizi per residenti e turisti. Saranno presenti anche il ministro del turismo Gian Marco Centinaio e quello dell’ambiente Sergio Costa, Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ed Ezio Greggio, presidente del Comites (Comitato degli italiani all’estero) Monaco. A seguire ci saranno un cocktail e la cena di gala con la presenza del principe Alberto. «Gli porterò in dono un poster di Roccascalegna», annuncia il sindaco Domenico Giangiordano, «è un altro passo per la valorizzazione del nostro piccolo centro, per fare conoscere ancora di più il nostro castello e il borgo medievale e imparare anche dalle esperienze degli altri in vista dell’organizzazione degli eventi estivi. Per quest’anno abbiamo già quattro matrimoni prenotati al castello, tra cui uno dagli Usa e uno dall’Olanda». A Monaco ci sarà anche Palena. «Saremo presenti con il delegato Pedro Sciarra», conferma il sindaco Claudio D’Emilio, «Palena e Roccascalegna sono stati i primi paesi d’Abruzzo a conquistare la Bandiera arancione». Nel 2015 si sono aggiunti anche Lama, borgo montano che sorge tra il fiume Aventino e le falde meridionali della Majella, noto come paese dei camosci, e Fara San Martino. «Da noi si possono ammirare il monastero e le gole di San Martino», dice il sindaco Carlo De Vitis, «ma anche le sorgenti del fiume Verde, il borgo antico di Terravecchia e il rifugio Manzini, il più alto dell’Appennino». (s.so.)
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