«Le campane fanno male ai bebè»

5 Maggio 2014

Il Duomo di Guardiagrele al centro di una guerra dei decibel. Iacovella: ecco gli affetti sui neonati

GUARDIAGRELE. Il Comitato Civico Cittadino, dopo essersi fatto portavoce delle lamentele di molti cittadini per il suono assordante delle campane della Chiesa di Santa Maria Maggiore, torna a parlare dell'argomento per fare innanzitutto delle precisazioni. «Purtroppo - osserva il rappresentante del Comitato Nello Iacovella - ci siamo accorti che molti cittadini non hanno capito quella che è la nostra posizione. Per questo - continua Iacovella - tengo a ribadire che né il sottoscritto nè i componenti del Comitato Civico, hanno mai pensato di eliminare il suono delle campane. Abbiamo invece solo evidenziato che bisogna necessariamente, salvaguardare la salute dei cittadini, diminuendo l'intensità del suono, visto che supera di gran lunga i limiti stabiliti dalla legge in materia di inquinamento acustico»".

Iacovella, ricorda quindi, che il Comitato Civico Cittadino, nelle scorse settimane, a proprie spese ha incaricato il laboratorio Galeno di Ortona di effettuare dei rilevamenti con uno speciale fonometro , con i quali si è potuto riscontrare che il suono delle campane della Trecentesca Chiesa si attesta attorno ai 103 decibel, quando la legge fissa il limite massimo sugli 80. «A questo punto - osserva Iacovella - ripetendo per l'ennesima volta che non siamo contrari al suono delle campane,invitiamo tutte le parti in causa, il sindaco Sandro Salvi, come massima autorità sanitaria e la Parrocchia, a sedersi con noi attorno ad un tavolo per trovare al più presto una soluzione al problema. Bisogna in merito ricordare - aggiunge Iacovella - che medici specialisti da noi interpellati ci hanno fornito dei dati allarmanti sulla pericolosità del suono di quelle campane».

«Tali dati, evidenziano un grosso rischio in particolar modo per i neonati, che potrebbero subire anche delle crisi convulsive, mettendo in pericolo la propria vita. Anche per gli adulti poi c'è il pericolo di subire delle gravi lesioni del timpano con la conseguente perdita parziale dell'udito. Per evitare tutte queste possibili conseguenze - conclude Iacovella - sarebbe necessario semplicemente che la Parrocchia adotti dei provvedimenti tecnici per risolvere il problema».

Giovanni Iannamico