«Le cene con l’agnello un momento di festa»

28 Ottobre 2016

L’AQUILA. Le cene con bistecche e agnello? Un momento di festa e solidarietà con i dipendenti del depuratore. Le caldaie per casa? No erano per l’impianto di Selvaiezzi. L’arsenico finito nel terreno,...

L’AQUILA. Le cene con bistecche e agnello? Un momento di festa e solidarietà con i dipendenti del depuratore. Le caldaie per casa? No erano per l’impianto di Selvaiezzi. L’arsenico finito nel terreno, nelle falde e nel fiume? Non è colpa mia. Va in scena lo “scaricabile”, davanti al gip Gargarella che ieri mattina, all’Aquila, ha eseguito gli interrogatori di garanzia per i quattro agli arresti domiciliari, Roberto Roberti, Tommaso Valerio, Andrea De Luca e Stefano Storto, indagati a vario titolo di inquinamento ambientale, peculato e truffa. «Ho fatto sempre bene il mio lavoro», avrebbe detto Roberti, difeso da Marco Femminella, «Il Consorzio di Bonifica Centro è un ente pubblico economico», quindi il businness dei rifiuti sarebbe lecito. «Mai saputo dell’inquinamento: se qualcuno è colpevole se ne assumerà la responsabilità». Anche il direttore Valerio, difeso da Femminella, ha precisato che non spettava a lui la gestione operativa del depuratore. Mentre Storto, difeso da Maria Pina Sirolli, che eseguiva le analisi sui rifiuti, ha detto di aver analizzato in modo corretto ciò che gli veniva inviato. Il cerino, se così si può dire, resterebbe nelle mani di De Luca, responsabile del settore ecologia, difeso da Antonio La Pace, che però si tira fuori, anche se il gip gli ha respinto l’istanza di libertà. Ma i quattro torneranno comunque liberi tra sei giorni.