Le coltellate alla moglie in casa «Sono certo che lei mi tradisca»

Poche ore prima della lite, Roberto Salute ha ingaggiato un investigatore privato per seguire la donna Lui racconta davanti al giudice: «L’aggressione dopo che lei ha rifiutato di avere un rapporto con me»
CHIETI. Pensava che la moglie lo tradisse. Una convinzione talmente forte da aver ingaggiato, poche ore prima del tentato omicidio, un investigatore privato per seguire gli spostamenti della donna. Il procuratore Lucia Anna Campo ha contestato l’aggravante della gelosia a Roberto Salute, 56 anni di Torrevecchia Teatina, arrestato martedì notte dai carabinieri per aver pugnalato in casa almeno due volte la coniuge 51enne, Marina Salute, dalla quale si stava separando, ora ricoverata in Rianimazione in gravi condizioni – ma non in pericolo di vita – dopo essere stata operata d’urgenza.
IL PM VUOLE IL CARCERE
Ieri pomeriggio, davanti al giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, l’operatore ecologico ha raccontato che la moglie, prima di essere colpita, ha rifiutato di avere un rapporto sessuale con lui. Il pm ha chiesto per l’indagato la conferma del carcere, mentre il difensore, l’avvocato Stefano Sassano, ha sollecitato i domiciliari con la riserva di indicare un indirizzo idoneo, lontano dalla villetta di via Colli 31. La decisione del giudice è attesa entro domani. Nel frattempo, considerando che dal Dipartimento penitenziario non è ancora arrivata la comunicazione di un posto disponibile in carcere, l’arrestato ha trascorso anche la scorsa notte nella camera di sicurezza della caserma di via Ricciardi, a Chieti Scalo. Piange e dice di essere pentito, di avere la vita rovinata.
UNA COPPIA IN CRISI
In base a quanto ricostruito attraverso le testimonianze, è lo scorso ottobre quando i coniugi Salute iniziano l’iter per arrivare a una separazione consensuale. Anche se lui, in realtà, non ha nessuna intenzione di lasciare la moglie, perché sostiene di essere ancora innamorato di lei. Venerdì scorso riceve la lettera da parte del legale della moglie che lo invita a presentarsi il lunedì successivo nel suo studio per affrontare l’argomento. Da quel momento, sempre secondo i primi riscontri, l’uomo va nel pallone. Telefona in più occasioni all’avvocato Alessandro Aliprandi, che sta seguendo il suo caso, dicendo di temere di perdere tutto, casa compresa.
L’AGGRESSIONE
Arriviamo così a due giorni fa. Roberto racconterà al giudice di aver avuto la conferma, da parte di una persona a lui vicina, che la moglie avesse un amante. A quel punto decide di rivolgersi a un’agenzia di investigazione, con la quale firma il contratto nel pomeriggio. Poi, chiama di nuovo l’avvocato Aliprandi per esternare ancora una volta tutte le sue preoccupazioni legate al divorzio. Qualche ora dopo, all’interno dell’abitazione, nasce una discussione con la moglie. Lui si avvicina, cerca di avere un contatto fisico, la accarezza, vorrebbe fare sesso con lei. Ma, sempre a suo dire, la donna lo rifiuta. In un primo momento, Roberto va a letto: l’indomani deve iniziare a lavorare all’alba. Ma non riesce a prendere sonno. Accade tutto in rapida successione, verso le 22: l’uomo si alza all’improvviso, va in cucina, afferra un grosso coltello e colpisce la moglie, già in vestaglia, all’addome e sotto l’ascella sinistra. La donna riesce a fuggire nell’appartamento al piano superiore, dove abita la figlia Pamela. La giovane lancia i soccorsi e, al tempo stesso, riesce a tamponare le due ferite della madre evitando che si dissangui. Mentre sul posto si precipita l’ambulanza del 118, lui sale in auto e raggiunge la caserma di via Arniense. Qui si costituisce ai carabinieri della stazione di Chieti Principale. Per tutta la notte, Marina affronta un delicato intervento chirurgico. Nella villetta di Torrevecchia, invece, vanno avanti i rilievi da parte dei militari della sezione operativa della compagnia di Chieti.
L’INTERROGATORIO
Nel primo pomeriggio di ieri, Roberto viene accompagnato in tribunale per l’interrogatorio. Indossa un pesante giubbino rosso e un doppio cappuccio. Davanti al giudice, parla per più di mezz’ora. Ripercorre i minuti precedenti e successivi all’aggressione, ma sostiene di non ricordare nulla o quasi del momento esatto in cui ha colpito la moglie. L’avvocato Sassano è intenzionato a chiedere per il suo assistito una perizia psichiatrica.
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