Le facciate dei palazzi cambiano colore e tornano all’antico

Progetto di riqualificazione cromatica di alcuni edifici storici Contattati 32 proprietari. Pupillo: agevolazioni nei lavori
LANCIANO. Un nuovo “abito” per il centro storico. È questo, in sintesi, il progetto “Coloriamo Lanciano”, a cura dell’associazione di architetti, designer, docenti ed esperti del colore Iacc (Associazione italiana dei progettisti e consulenti del colore), Wagen Lack e Coloranima, pensato per Lanciano e unico in Europa che prevede la riqualificazione cromatica di alcune facciate storiche della città. Il progetto, che è stato elaborato gratuitamente grazie all’interessamento del responsabile della Wagen Lack di Lanciano, Ezio Memmo, è stato presentato nel corso di Abitare Oggi nello stand della Iacc. Da un’idea di partenza si è arrivati, nel giro di un anno, a studiare archivi storici, rilievi percettivi, riflessi cromatici, colori originali della Lanciano che fu, fino ad arrivare a discutere, sabato scorso, con 32 proprietari dei palazzi coinvolti. Si tratta, al momento, dello stabile all’inizio di corso Roma che si affaccia anche su piazza Plebiscito e della facciata retrostante del palazzo che sta tra corso Trento e Trieste e piazza D’Amico. In particolare quest’ultimo stabile, risalente ai primi decenni del 1.900, si presenta come un pugno in un occhio in una piazza che dovrebbe dare il benvenuto a visitatori, turisti e cittadini. La facciata, che comprende anche diversi garage ed esercizi commerciali (un tempo antiche botteghe), è desolatamente grigia e non è mai stata rintonacata. Anche il palazzo di corso Roma potrebbe risplendere di luce nuova e presentarsi più attrattivo e armonico agli occhi delle migliaia di pellegrini che frequentano la chiesa del Miracolo Eucaristico, distante pochi metri a piedi.
Di qui il progetto sposato con entusiasmo dall’amministrazione comunale che ha già coinvolto in un primo incontro i proprietari. «Stiamo studiando la possibilità di agevolazioni per i privati», commenta il sindaco, Mario Pupillo, «in modo che le spese sostenute non siano troppo onerose. Considerando che vogliamo chiudere al traffico questa parte della città, che stiamo realizzando una nuova pavimentazione per corso Trento e Trieste e che in futuro piazza D’Amico sarà tutta riqualificata, questo progetto si pone in maniera del tutto organica ai nostri piani. L’unico ostacolo è adesso convincere tutti i proprietari privati al grande passo».
«Abbiamo la sensazione che il progetto sia stato accolto favorevolmente», interviene il presidente di Iacc e docente di cromatologia, Massimo Caiazzo, «e ci è sembrato di venire incontro a una loro necessità latente. Il progetto è quasi un’operazione di sartoria su misura perché, mentre a volte i piani del colore si presentano come delle imposizioni irrealizzabili, in questo caso abbiamo cercato di rendere l’intervento agevole, rapido e poco oneroso. Abbiamo svolto una vera operazione filologica, andando a cercare vecchie illustrazioni per risalire il più possibile ai colori originali. Grazie a questo modello di cooperazione con l’amministrazione si può fare in modo che i vantaggi di una rigenerazione cromatica non siano solo estetici, ma apportino benefici concreti a tutta la città».
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