Le famiglie sfollate trovano sistemazione per altri tre mesi

LANCIANO . Hanno un tetto, sicuro, sotto il quale vivere. Le tre famiglie rimaste ancora fuori dal palazzo storico di via Garibaldi 71, sgomberato il 15 febbraio scorso per problemi di cedimento di...
LANCIANO . Hanno un tetto, sicuro, sotto il quale vivere. Le tre famiglie rimaste ancora fuori dal palazzo storico di via Garibaldi 71, sgomberato il 15 febbraio scorso per problemi di cedimento di due travi del tetto, hanno trovato tre appartamenti in cui abitare nei prossimi tre mesi. Due sono già da oggi nelle case, date da privati che hanno affittato gli alloggi a prezzi bassi, vista l’emergenza e il sostegno economico del Comune, la terza famiglia lascerà l’hotel tra una settimana perché l’alloggio deve essere liberato. «Finisce questa prima fase dell’emergenza abitativa», commenta il sindacato Asia dell’Usb che ha seguito le famiglie, «grazie all’assunzione di responsabilità del Comune che ha garantito le coperture finanziarie necessarie per poter affittare tre alloggi agibili. Le case date dall’Ater infatti non lo erano. Muri rotti, sporcizia, muffa non le rendevano abitabili e un appartamento era addirittura murato. Ora invece le tre famiglie hanno una casa dove vivere, appartamenti trovati grazie alla disponibilità di locatori privati venuti incontro all’esigenza. Ma è una soluzione temporanea visto che gli affitti sono fino a luglio». «Siamo soddisfatti», aggiunge un inquilino, «il Comune è venuto incontro alle nostre esigenze e possiamo stare tranquilli, anche se fino a luglio. Speriamo che entro quella data i lavori sul tetto saranno ultimati e potremo rientrare negli alloggi». I lavori finora fatti sono serviti a mettere in sicurezza il tetto - puntellato e alleggerito di alcune tegole - e a far rientrare le tre famiglie che vivono al piano terra e al primo piano del palazzo, ma occorrono altri lavori. «Abbiamo risolto la parte della esigenza abitativa e abbiamo fatto tutto il possibile per assecondare le esigenze e le richieste degli inquilini», commenta l’assessore ai lavori pubblici e alla casa Giacinto Verna, «al momento il tecnico incaricato sta realizzando il progetto per intervenire sul tetto e fare le opere di manutenzione straordinaria, ossia la sostituzione delle travi rotte e delle tegole. Ma questo progetto deve essere visionato dalla Sovrintendenza, visto che parliamo di un palazzo storico, settecentesco, e perciò serviranno ancora due o tre settimane per i passaggi burocratici. Poi si faranno i lavori. Ulteriori ed eventuali interventi, quali sistemazione di intonaci e tinteggiatura dentro gli appartamenti - che sarà nostra premura fare nel caso ci fosse necessità- non sono nel progetto».
Teresa Di Rocco

